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| 10 feb 2023 | 19:54

"Professionisti del 118 chiusi in locali con pessima qualità dell'aria e bagni condivisi con oltre 60 persone". La denuncia di Nursing up: "Ambienti non idonei"

La sede di Trento in via Paolo Orsi si trova in un seminterrato, mentre a Cavalese "permane una situazione logistica particolarmente problematica". Il coordinatore Hoffer: "Sembra proprio che per l’Azienda Sanitaria Trentina la buona manutenzione delle sedi di Trentino Emergenza 118 non siano una priorità, così come il benessere psicofisico dei professionisti che ci lavorano"

"Professionisti del 118 chiusi in locali con pessima qualità dell'aria e bagni condivisi con oltre 60 persone"
di F.C.

CAVALESE. "Sembra proprio che per l’Azienda Sanitaria Trentina la buona manutenzione delle sedi di Trentino Emergenza 118 non siano una priorità, così come il benessere psicofisico dei professionisti che vi lavorano". E' questa la denuncia di Cesare Hoffer, coordinatore Nursing up Trento.

 

"Negli ultimi anni sono state inviate diverse lettere all'Apss - prosegue -, da parte del personale e dalla nostra organizzazione sindacale, per segnalare una situazione di criticità e disagio, ma non è mai arrivata nessuna risposta, nessun segno di vita, come direbbe appunto chi lavora nell’emergenza, a questo punto questa azienda sarebbe lei stessa da rianimare".

 

La sede di Trento in via Paolo Orsi si trova in un seminterrato, mentre a Cavalese "permane una situazione logistica particolarmente problematica". "Quella sede è dislocata in vari punti del presidio ospedaliero - prosegue il coordinatore -, spogliatoi con bagni e docce per 30 persone, promiscui donne e uomini al quarto piano lato ovest dell'ospedale. Al piano terra lato sud c'è l'ufficio-soggiorno, luogo sia di lavoro che di attesa ed è difficile conciliare la concentrazione di chi presta l’attività in un settore delicato come quello dell’emergenza, in attesa di una chiamata. D'altra parte sappiamo tutti che il lavoro nei servizi di emergenza prevede momenti concitati e di grande attività e momenti di attesa".

 

Sul lato nord, aggiunge, "si trovano garage e magazzino dispositivi, ambiente che non riesce a contenere tutte le ambulanze in dotazione - denuncia Nursing Up-, senza un’uscita di emergenza e senza aspiratore per i gas di scarico con una pessima qualità dell’aria; in questo locale il personale tra l’altro svolge l’attività di formazione e addestramento".

 

Vista la frammentata dislocazione dei locali, "appare evidente la criticità riguardo all’organizzazione del servizio, che dovrebbe garantire i migliori tempi di intervento su un evento urgente, come è chiaro il disagio provato dai professionisti che devono condividere spazi e ambienti non idonei. Basti ricordare la caduta del contro soffitto della scorsa estate mentre infermiere e l’autista erano fortunatamente fuori per una chiamata". 

 

A giugno scorso infatti all'interno del locale di Cavalese utilizzato da Trentino Emergenza c'era stato anche un crollo del soffitto, per distacco localizzato dell’intonaco che fortunatamente non aveva portato a nessun ferito.

 

"Anche al piano terra - conclude Hoffer - il bagno è uno solo per donne e uomini ed è condiviso con tutto il personale del pronto soccorso, per arrivare a un totale di circa 65 persone. Una maggiore consapevolezza e considerazione dell’importanza del benessere del personale nei luoghi di lavoro sarebbe a questo punto doveroso e auspicabile. È questa l’attenzione che dimostrano i responsabili nei confronti del proprio personale, dopo l’enorme contributo garantito nell’emergenza Covid?".

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