Siccità, varati i limiti all'uso dell'acqua potabile nel Bellunese con le tre 'zone di rischio'. De Pellegrin: “In caso di criticità pronti a intervenire”
Nella giornata di giovedì 13 aprile l'assemblea dei sindaci del Consiglio di Bacino ha approvato l'ordinanza tipo con le misure per il contenimento dei consumi idrici per affrontare l'emergenza siccità in maniera omogenea: si prevede l'istituzione di tre diverse zone di rischio (gialla, arancione e rossa), un po' come quelle previste per la gestione del Covid

BELLUNO. “Il problema c'è ed è presente dall'anno scorso: le precipitazioni non ci danno certo una mano e, come era nei piani, se il territorio non vedrà l'arrivo di piogge abbondanti sarà necessario a ricorrere a ordinanze per limitare l'uso della risorsa idrica”. Sono queste le parole del sindaco di Belluno, Oscar de Pellegrin, dopo l'approvazione (avvenuta nella giornata di giovedì 13 aprile) da parte dei sindaci del Consiglio di Bacino delle Dolomiti Bellunesi dell'ordinanza tipo con le misure per il contenimento dei consumi idrici, per affrontare l'emergenza siccità in maniera omogenea sul territorio.
“Continueremo a valutare la situazione assieme – dice ancora Pellegrin – e ci muoveremo di conseguenza”. Come già riportato (Qui l'Approfondimento con tutti i dettagli), per affrontare l'emergenza sul territorio bellunese si prevede l'istituzione di tre diverse zone di rischio (gialla, arancione e rossa), un po' come quelle previste per la gestione del Covid, ognuna con diversi gradi di limitazioni e comportamenti. È proprio questo il quadro di riferimento approvato il 13 aprile dal Consiglio di Bacino, l'ente a cui è affidata la pianificazione e il controllo della rete idrica e che è formato da tutti i sindaci del territorio su cui insiste.
Nel livello più grave per esempio, il rosso, non sarà possibile utilizzare la risorsa idrica se non per utilizzi alimentari e per l'igiene della persona. Presente all'assemblea anche il Comitato consultivo degli utenti del servizio idrico di Belluno, che si è detto “soddisfatto” per le modifiche apportate in seguito alle proposte portate dall'ente. “La riunione – scrive il Comitato – ha visto l'intervento di diversi componenti del Comitato, che hanno espresso la preoccupazione per i cambiamenti che il nostro territorio sta vivendo in termini di disponibilità idrica, ma anche alcune criticità nelle proposte avanzate per contenere i consumi in caso di 'stato di attenzione' (fascia gialla)”.
In particolare “il Comitato ha avanzato la richiesta di modificare le forti limitazioni imposte al settore dell'edilizia, chiedendo di permettere l'utilizzo dell'acqua per tutte le lavorazioni necessarie ai cantieri fino alle 14, invece che solo fino alle 6 del mattino, ed ha suggerito di esplorare la possibilità di mappare e mettere a disposizione per lavorazioni che ne possano far uso, anche fonti non direttamente potabili. È stata data, inoltre, la disponibilità a contribuire alla sensibilizzazione rispetto ad un uso più attento della risorsa idrica. Siamo soddisfatti – continua l'ente – che il Consiglio di Bacino abbia ascoltato e apportato le nostre modifiche. Diamo la nostra piena disponibilità a continuare a collaborare affinché il servizio diventi sempre più sostenibile e rispondente alle esigenze degli utenti”.


















