''Sono vivo. Le cose non vanno bene ma noi resistiamo'', dal Trentino all'Ucraina le parole di Vitalyk dal centro della guerra a Bakhmut. La madre: ''Loro non si arrendono''
Vitalyk, il giovane partito dal Trentino il 12 marzo dello scorso anno per unirsi all'esercito ucraino, si trova in questi giorni nella zona di Bakhmut, il fronte più duro della guerra. "Riesco a sentirlo solo pochi minuti, mi ha fatto gli auguri per la festa della donna. Nei giorni scorsi ha rischiato di essere ucciso da una bomba che ha distrutto un intero negozio''

TRENTO. “Mamma io sono vivo”. Si fa sempre più difficile la situazione nella zona di Bakhmut dove in queste settimane stanno andando avanti i combattimenti fra ucraini e russi.
Proprio in quella zona si trova Vitalyk il giovane partito dal Trentino il 12 marzo dello scorso anno per unirsi all'esercito ucraino e combattere per liberare la terra della sua famiglia dagli invasori russi.
Da fine febbraio, assieme ad altri soldati, si trova nella zona più calda della guerra e riesce a comunicare con sua madre solamente pochi minuti alla settimana. Pochi attimi con i quali Vitalyk proprio oggi è riuscito a chiamare. “Mi ha chiamato per farmi gli auguri per la Festa della donna, mi rassicurarsi di come sto e per farmi sapere che è vivo” spiega a il Dolomiti la madre Angela Kotyk .
La situazione di certo non è semplice. Proprio in queste ore il gruppo paramilitare russo Wagner ha annunciato di aver conquistato tutta "la parte orientale" della città di Bakhmut , nell'est dell'Ucraina. Se prenderanno controllo dell'intera zona, ha spiegato nelle scorse ore il presidente Volodymyr Zelensky in un'intervista alla Cnn, le truppe russe avranno "strada aperta" per conquistare città chiave nell'Ucraina orientale. "Per noi è una questione tattica", ha detto Zelensky nella sua intervista ripresa da Askanews, insistendo sul fatto che i vertici militari di Kiev sono uniti nel prolungare la difesa della città dopo che settimane di attacchi russi l'hanno lasciata sul punto di cadere sotto le truppe di Mosca.
"Capiamo che dopo Bakhmut potrebbero andare oltre. Potrebbero andare a Kramatorsk, a Sloviansk, sarebbe una strada aperta per i russi dopo Bakhmut verso altre città in Ucraina, in direzione di Donetsk", ha detto alla Cnn in un'intervista esclusiva da Kiev: "Ecco perché i nostri ragazzi sono lì".
“Lui si trova proprio nella zona” ci ripete Angela Kotyk. “Questa mattina quando mi ha chiamato mi ha detto che è vivo. Gli ho chiesto solamente come stanno andando le cose, come sono le notizie da quel posto e lui ha detto solamente 'brutte'''.
I rischi sono elevatissimi. Nei giorni scorsi lo stesso Vitalyk ha rischiato di finire colpito da una bomba. “Lui e gli altri due soldati con cui si trova – ci racconta la madre – erano entrati in un negozio per prendere qualcosa da mangiare appena sono usciti quel negozio è stato colpito da un bomba. E' stato distrutto completamente. Lui poteva essere li dentro. Tre soldati assieme potevano morire”.














