Stop al cellulare fino alla seconda media, cresce l'adesione al patto fra scuole e genitori: "Fondamentale avere una cultura digitale"
Fra i principi guida del patto che nella serata di ieri è stato presentato a Belluno, quello di accompagnare i ragazzi verso il momento in cui avranno uno smartphone o un altro dispositivo personale connesso in rete, possibilmente non prima del termine della seconda media

BELLUNO. Educare i giovani all'utilizzo consapevole del cellulare e di internet. E' questo l'obiettivo che ha visto nel bellunese la nascita di un patto tra genitori.
Un patto di comunità che è nato a Ponte nelle Alpi e che ha visto poi l'adesione anche di altri comuni fra cui Belluno (QUI IL DOCUMENTO) e Borgo Valbelluna.
Sono tre i punti guida su cui si base il patto che si sta diffondendo. Il primo è quello di promuovere momenti di formazione rivolti a bambini, ragazzi e adulti, per prepararsi ad una sana gestione del digitale e per crescere autonomi, informati e responsabili.
Il secondo punto è quello di accompagnare i ragazzi verso il momento di cui avranno uno smartphone o un altro dispositivo personale connesso in rete, possibilmente non prima del termine della seconda media.
Infine condividere delle regole chiare sull'utilizzo dei dispositivi digitali nei vari ambiti di vita, definendo tempi e luoghi di connessione e disconnessione, individuando contenuti di qualità adeguati all'età, chiedendo l'utilizzo di un linguaggio rispettoso e non violento, concordando un uso trasparente almeno fino ai 14 anni.
Ovviamente, viene spiegato, è rispettata l'autonomia di ogni famiglia. L'iniziativa ha fatto nascere una rete fra genitori, scuole e associazioni.
“Gli ambienti digitali rappresentano una nuova sfida educativa da affrontare e comprendere evitando la paura, l’indifferenza o l’entusiasmo incondizionato” hanno spiegato i promotori.
L’adesione “ha un valore civico e comporta un impegno che va a beneficio della comunità più ampia, nel presente e per il futuro: la condivisione tra famiglie e con le diverse realtà associative che i nostri figli frequentano, ci sostiene, ci rende meno soli, ci rende più efficaci nel nostro ruolo educativo”.













