Sversamento illegale nel corso d'acqua: migliaia di pesci morti e 3 chilometri inquinati
E' accaduto nel Bellunese con il Salega, piccolo corso d'acqua che s'immette nel Gresal, che si è ritrovato invaso dai liquami provenienti quasi sicuramente da un campo a monte. I pescatori della zona sono pessimisti sui numeri: il numero di pesci ormai privi di vita è destinato a salire

SEDICO. Migliaia di pesci morti e 3 chilometri di torrente inquinati. E il numero di animali trovati ormai privi di vita all'interno del Salega, un piccolo affluente del Gresal, che a sua volta, poi s'immette nel Piave, è destinato purtroppo a salire. Con una certezza: dietro a quello che è un piccolo disastro ambientale in salsa bellunese c'è la mano dell'uomo. All'origine vi è infatti uno sversamento di liquami nel corso d'acqua da alcuni campi a monte.
Decine sono state le segnalazioni alle autorità competenti da parte di cittadini della zona con intervento trasversale da parte di Comune, Forestali, Arpav (l'agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto, ndr), vigili del fuoco e polizia provinciale, con le forze dell'ordine che stanno indagando per far luce sulla vicenda e individuare il responsabile.
"L'ondata inquinante fortunatamente è passata - spiega il sindaco di Sedico Stefano Deon - e il danno ambientale c'è stato. I numeri sono quelli noti: i pesci morti sono, ad oggi, circa 2mila (ma i pescatori della zona sono pessimisti e parlano di molti più esemplari interessati, ndr) e l'area interessata è di circa 3 chilometri. Ci sono delle indagini in corso per individuare i colpevoli dello sversamento e quindi preferisco non aggiungere altro a riguardo. Le conseguenze avrebbero potuto essere ben peggiori se non vi fosse stato un intervento coordinato e tempestivo".














