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| 11 giu 2023 | 19:02

Un edificio 8 volte più grande dell'originale, ''Bandiera nera'' al rifugio Santner: "La struttura su 3 piani non era necessaria"

L'edificio è formato da tre piani, 32 posti letto, distribuiti in 11,8 metri di altezza. Ben diverso dalla casetta di legno con 12 posti letto costruita nel 1956 con l’intento di creare un punto di appoggio agli interventi di soccorso sulla parete est del Catinaccio

A sinistra, foto di Tommaso Forin. A destra, foto dal gruppo Facebook della Commissione Tutela Ambiente Montano Alto Adige
A sinistra, foto di Tommaso Forin. A destra, foto dal gruppo Facebook della Commissione Tutela Ambiente Montano Alto Adige
di Redazione

BOLZANO. “Una volumetria raddoppiata di ben 8 volte, un edificio non necessario dato che vi sono parecchi rifugi nelle vicinanze”. Il rifugio Passo Santner sul gruppo del Catinaccio non smette di creare polemiche. Questa volta la struttura è valsa una delle “Bandiere nere” di Legambiente.

 

Per il nuovo rifugio già in passato erano stati presentati due esposti (uno alla Procura, l'altro alla Corte dei conti) per "l'abnorme ampliamento" della struttura e le oltre 50mila firme raccolte dalla petizione 'Aiutaci a fermare la (s)vendita delle Dolomiti'.

 

“Con la concessione di ben 900mila euro di contributi pubblici. Un progetto non necessario oltre che impattante dal punto di vista paesaggistico e ambientale” ha spiegato Legambiente nell'attribuire la bandiera nera alla struttura. L'importo è stato ricavato dalla risposta che la Giunta Kompartscher ha dato all'interrogazione che era stata presentata tempo fa dal Team K per sapere quanti erano stati i contributi pubblici destinati alla ricostruzione del rifugio in questione.

 

L'edificio è formato da tre piani, 32 posti letto, distribuiti in 11,8 metri di altezza. Ben diverso dalla casetta di legno con 12 posti letto costruita nel 1956 con l’intento di creare un punto di appoggio agli interventi di soccorso sulla parete est del Catinaccio. Negli anni, con l’aumento del flusso di turisti, è diventato sempre più meta imperdibile per gli escursionisti. Da qui la decisione di costruire la nuova più ampia struttura.

 

“Si tratta di un hotel con una volumetria raddoppiata di ben 8 volte, un edificio non necessario dato che vi sono parecchi rifugi nelle vicinanze. Non va dimenticato poi che siamo all’interno del Parco Naturale Sciliar-Catinaccio e in piena area Patrimonio Unesco” spiega ancora Legambiente.

 

Da un’interrogazione presentata in consiglio provinciale, spiega sempre Legambiente, inoltre, emerge che al rifugio “sarebbero stati dati più soldi di quanto ricevano CAI e AVS per i loro 24 rifugi”.

 

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