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"Verranno distrutti 14,9 ettari di bosco", da Legambiente 'Bandiera nera' a Caldaro per la creazione di 4 bacini di accumulo

Tutti i bacini si trovano a quota elevata, a monte delle zone agricole, all’interno di aree boschive di alto valore ecologico e paesaggistico, di proprietà collettiva, sottoposte ad usi civici

Di GF - 27 maggio 2024 - 17:25

BOLZANO. Brutte pratiche meritevoli di una bandiera nera. Non solo in quanto sfregi all’ambiente, ma anche segni di un’economia passatista, incapace di riconoscere i valori ambientali, naturalistici, economici e sociali dei ben deturpati. Situazioni dove nel computo dei costi non viene mai considerata l’irreversibilità del danno.  Questo il significato delle bandiere nere che sono state assegnate anche quest'anno da Legambiente e che ne vedono, purtroppo, una nuova anche in Trentino Alto Adige. 

 

La segnalazione arrivata dall’Alto Adige per la progettazione di bacini di accumulo da parte del Consorzio di Miglioramento Fondiario di 2° Grado a Caldaro

 

La giunta comunale ha autorizzato all’umanità il progetto per la realizzazione di quattro bacini per l’irrigazione di fondi agricoli (824 ha). Quattro corpi artificiali isolati, di estrema ed eccessiva dimensione. 

 

Tutti i bacini si trovano a quota elevata, a monte delle zone agricole, all’interno di aree boschive di alto valore ecologico e paesaggistico, di proprietà collettiva, sottoposte ad usi civici. Si tratta di una zona boschiva di altissimo pregio per la quale sono in corso le modifiche del Piano Urbanistico Comunale, del Piano Paesaggistico e anche la modifica della zona di tutela paesaggistica del Bosco di Monticolo, sempre nel Comune di Caldaro. 

 

La zona di Caldaro è nota per le sue bellezze paesaggistiche e il potenziale per attività di tempo libero e turistiche, molto apprezzata per l’alta qualità ricreativa, con una frequenza elevata di visitatori e escursionisti. Diversi studi hanno dimostrato che questi boschi non sono dotati di corsi d’acqua di grande capienza, ma di torrenti che nei mesi caldi possono presentarsi anche senza acqua, e per questo in gran parte il riempimento dei bacini si realizzerà con stazioni di pompaggio del fondovalle. 

 

La costruzione dei bacini comporta non solo la perdita di grosse superfici, ma anche il danneggiamento e la distruzione delle zone limitrofe, interessate da strade d’accesso e la posa delle tubazioni di collegamento.

 
Ne conseguirà un peggioramento significativo del microclima locale. Inoltre, la realizzazione del progetto complessivo richiede un alto consumo energetico per il riempimento dei bacini stessi, ma anche la perdita di zone di ritenzione delle acque piovane, compromettendo così il ciclo idrico naturale e ancora la perdita di importanti depositi di anidride carbonica in quanto elementi fondamentali per affrontare le problematiche del cambiamento climatico. 

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