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| 03 lug 2023 | 11:01

Una finta fidanzata per raggirare l'anziano 86enne: riescono a rubargli 5 mila euro e diversi gioielli. I carabinieri fermano un coppia

Ad escogitare il raggiro sono state in tutto tre persone di nazionalità rumena di cui due donne. Hanno dapprima convinto l’anziano a farsi assistere convincendolo della bontà delle loro intenzioni e successivamente una volta carpita la fiducia e le debolezze, la donna complice di 52 anni ha intrattenuto una finta relazione con la vittima anche a sfondo sessuale

Una finta fidanzata per raggirare l'anziano 86enne: riescono a rubargli 5 mila euro e diversi gioielli
di Redazione

BORGO VALSUGANA. Lo hanno avvicinato cercando la sua fiducia e una volta ottenuta, fingendo poi una relazione anche a sfondo sessuale, hanno iniziato a rubargli denaro e altri oggetti.

 

A finire raggirato è un anziano di 86 anni. I fatti risalgono allo scorso mese di febbraio quando l'86enne era rimasto vittima di un particolare raggiro.

 

Ovvero tre persone di nazionalità rumena di cui due donne, hanno dapprima convinto l’anziano a farsi assistere convincendolo della bontà delle loro intenzioni e successivamente una volta carpita la fiducia e le debolezze, la donna complice di 52anni ha intrattenuto una finta relazione con la vittima.

 

Di lì le varie richieste di denaro della donna, di cui una andata a buon fine di 5000 euro, per poter provvedere all’acquisto di una nuova e fiammante autovettura, di marca tedesca. Inoltre nel corso del tempo e così come denunciato dall’anziano, a lui erano stati portati via alcuni monili in oro, una friggitrice per le patatine ed un’agenda personale a cui la vittima teneva molto.

 

A seguito delle verifiche portate avanti dai carabinieri di Borgo Valsugana e di Roncegno, le perquisizioni hanno dato esito positivo e parte della merce è stata recuperata. Alle persone è stato notificato il divieto di avvicinamento entro i 500 metri dall’anziano oltre che il divieto di contattarlo con qualsiasi mezzo di comunicazione quali il telefono cellulare o le mail, o anche indirettamente, attraverso terze persone.

 

I reati inizialmente ipotizzati sono di estorsione e circonvenzione di incapace con una pena edittale prevista dal codice penale che va dai due a sei anni di reclusione, per quest’ultimo reato.

 

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