Accoltellamento alla Residenza Fersina, la maggioranza in consiglio comunale a Trento contro la Pat: "Fallimento della gestione dell’accoglienza in Trentino"
Lo smantellamento del modello che prevedeva l’accoglienza diffusa – viene spiegato in una nota - ha reso difficile se non impossibile l’integrazione e "ha ampliato quelle sacche di marginalità che sono in aperto contrasto con lo spirito solidaristico della nostra terra"

TRENTO. “Siamo costernati per gli effetti disastrosi del malgoverno di un fenomeno epocale come quello dell’immigrazione, che peraltro il Trentino ben conosce per aver inviato all’estero migliaia di persone nel secolo scorso”. La maggioranza del consiglio comunale di Trento contro la Pat sulla gestione dell'accoglienza in Trentino.
L'intervento firmato dai capogruppo Michele Brugnara, Andreas Fernandez, Francesca Fiori, Giovanna Flor, Alberto Pattini, Andrea Robol, Renato Tomasi e Federico Zappin, è arrivato dopo il grave episodio avvenuto alla Residenza Fersina.
Nella notte, infatti, due persone, entrambi provenienti dal Marocco, hanno avuto una discussione per futili motivi e un ragazzo di 29 anni è stato ferito in modo grave con un coltello (QUI L'ARTICOLO). Già nei mesi scorsi si erano registrati altri problemi all'interno della struttura con l'intervento delle forze dell'ordine.
“Una situazione annunciata da mille segnali che purtroppo sono stati ignorati. Il gravissimo episodio accaduto oggi alla caserma Fersina ha colto di sorpresa solo i più sprovveduti: non certo gli straordinari operatori della cooperativa Kaleidoscopio, non le forze dell’ordine, non chi di fronte alle emergenze sociali preferisce cercare soluzioni piuttosto che far finta di nulla” spiega i capogruppo di maggioranza.
“La verità è che siamo di fronte al fallimento della gestione dell’accoglienza in Trentino da parte del governo della Provincia. Lo smantellamento del modello che prevedeva l’accoglienza diffusa – viene spiegato in una nota - ha reso difficile se non impossibile l’integrazione e ha ampliato quelle sacche di marginalità che sono in aperto contrasto con lo spirito solidaristico della nostra terra. Il danno è duplice: la mancata integrazione sottrae alla società trentina quei lavoratori di cui ha disperatamente bisogno e produce nello stesso tempo disagio, condizioni di vita precarie e insostenibili, insicurezza per tutti”.
I capogruppo di maggioranza in Consiglio comunale a Trento chiedono quindi al Governo della Provincia di “Correggere il tiro. L’indifferenza e la negligenza non sono più ammissibili perché vanno a discapito di tutto il Trentino”.














