La terribile situazione alla Residenza Fersina (VIDEO). Ianeselli: "Il sistema d'accoglienza voluto dalla Provincia è fallimentare. Il centro destra ha fatto solo danni"
"L'accoglienza diffusa funzionava: avere meno persone in città ci avrebbe permesso anche di concentrarci sui soggetti più problematici, cosa che oggi è obiettivamente impossibile fare. Questo è un modo di fare politica indecente, sottolineo indecente: si creano i problemi per poi cavalcare "l'onda" quando serve, lucrandoci sopra, anziché ragionare su come risolvere le difficoltà già esistenti"

TRENTO. "E' una situazione difficilissima, destinata a peggiorare. Preoccupante, a dir poco. Il sistema d'accoglienza attuale è fallimentare, non ha né capo né coda e in Provincia regna un'inerzia assoluta. Non c'è proprio l'intenzione di affrontare e risolvere un problema che, lo ripetiamo da anni, è prioritario. La Residenza Fersina, dal 2018, cioè da quando la Giunta Provinciale è a trazione centro destra, è stata utilizzata semplicemente come una "scatola nera" nella quale posizionare tutti i richiedenti protezione internazionale, distruggendo quanto esisteva prima, per nascondere il problema. Pensando, dunque, che tutto si sarebbe "magicamente" ammassando le persone e togliendo loro i servizi".
Il video shock girato all'interno della struttura di via Al Desert e pubblicato in esclusiva da Il Dolomiti, ha scatenato tante, tantissime reazioni. La prima è stata quella di Alberto Pedrotti, assessore al welfare del Comune di Trento, che ha utilizzato parole durissime nei confronti del Governatore Maurizio Fugatti, accusato di aver creato "un ghetto" in città (Qui articolo).
Adesso arriva anche la presa di posizione del sindaco del capoluogo Franco Ianeselli, ricandidato e, dunque, in caso di rielezione, certamente chiamato a fronteggiare una situazione potenzialmente esplosiva e non solamente a commentare lo stato attuale delle cose. Che è, obiettivamente, desolante.
"I trentini sono consapevoli - prosegue Ianeselli - che smantellare il sistema d'accoglienza diffuso ha provocato inevitabili conseguenze in città. Non è campagna elettorale, non è il modo per non prendersi le responsabilità: è lo specchio della realtà. La "macchina" va riprogettata e ri organizzata completamente, perché così non funziona. Nella Residenza Fersina vivono, per la maggior parte, persone che lavorano e vogliono integrarsi e poi ci sono i delinquenti, nei confronti dei quali abbiamo sempre auspicato la massima fermezza. Non è vero che non vogliamo la repressione per chi commette reati, ma stiamo scherzando? L'accoglienza diffusa funzionava: avere meno persone in città ci avrebbe permesso di concentrarci sui soggetti più problematici, cosa che oggi è obiettivamente impossibile fare. Questo è un modo di fare politica indecente, sottolineo indecente: si creano i problemi per poi cavalcare "l'onda" quando serve, lucrandoci sopra, anziché ragionare su come risolvere le difficoltà già esistenti".
A cosa fa riferimento?
"Ad esempio al consigliere provinciale Mirko Bisesti che, tutt'ora, sostiene che tutti vengono qui perché offriamo ottimi servizi e, se questi, fossero di minore "qualità" ci sarebbero meno richiedenti asilo. Ma che discorsi sono? Invece bisognerebbe ragionare sui servizi primari che sono stati tolti. Come se questa fosse la soluzione al problema".
Andiamo sul "concreto". Cosa si può fare? Perché, come si capisce, i rapporti con la Provincia "stanno a zero" su questo tema. Il Comune come può intervenire?
"Chi dice che non abbiamo fatto nulla mente sapendo di mentire. Abbiamo potenziato l'unità di strada e abbiamo in programma di migliorarla ulteriormente, abbiamo attivato complessivamente 60 posti letto in dormitori per far fronte all'emergenza durante l'inverno e investito in servizi dedicati. Noi non abbiamo mai sottovalutato la questione, noi. Poi ci sono le competenze: per quanto possiamo, noi facciamo e continueremo a fare, ma senza collaborazione con la Provincia, in questo ambito, è impossibile migliorare sensibilmente le cose".
Entro la fine dell'anno la Residenza Fersina chiuderà per fare posto al cantiere del N.O.T. Le persone attualmente ospitate verranno spostate? Se sì, dove?
"Noi sappiamo esattamente quello che sapete voi. Noi veniamo a conoscenza degli eventi dalla stampa. Non siamo coinvolti, non siamo informati, ufficialmente nessuno ci ha detto niente. Se siamo preoccupati? Molto, perché la situazione è estremamente difficile e, con queste premesse, destinata a peggiorare. Sino al 2018 la Residenza "Fersina" funzionava molto diversamente: vi accedevano in tanti, compresi i giornalisti che potevano documentare come si viveva, erano attivati una serie di servizi importanti e c'era la volontà di gestire la situazione nel migliore dei modi. Adesso, invece, non c'è proprio la voglia di occuparsene. Abbiamo letto che la Residenza Adige, dove sono ospitati i nuclei familiari, verrà forse - dico forse - trasferita a Gardolo in spazi già esistenti ma, anche in questo caso, noi siamo assolutamente all'oscuro di tutto. E' pazzesco, ma è così".
La Residenza Fersina avrebbe dovuto essere un centro di permanenza "breve" e, invece, si è trasformata - per alcuni - in una soluzione quasi definitiva.
"E' proprio così, con tutte le difficoltà che possono nascere in un contesto come quello, già difficile "di suo". Gli operatori fanno un lavoro incredibile, ma si trovato a lavorare in condizioni terribili. Avrebbe dovuto essere un luogo di permanenza breve per gli ospiti che, successivamente, avrebbero dovuto essere destinati ai vari percorsi d'accoglienza diffusi. Nulla di tutto questo accade più e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Noi siamo sempre stati disposti a fare la nostra parte, lavorare e ragionare, ma abbiamo sempre trovato un muro. Anzi, proprio indifferenza. Purtroppo devo ripetermi: è pazzesco, ma è così".












