Andrea Papi ucciso dall'orsa JJ4, il padre: "Non abbiamo ancora nessun inizio di giustizia". Il Comitato lancia un convegno: "Vogliamo chiedere modifiche alla normativa"
In memoria del giovane ora il comitato, che nei mesi scorsi ha girato in lungo e in largo il Trentino con serate di approfondimento e dibattito per sensibilizzare sul tema della gestione dei grandi carnivori, intende affrontare la questione in modo scientifico con l’aiuto di importanti professori universitari e ricercatori. L'appuntamento è fissato per sabato 13 gennaio

TRENTO. “Le indagini non sono ancora terminate e per questo con i nostri legali non riusciamo ancora ad avere nessun inizio di giustizia”. Ha usato queste parole Carlo Papi, padre di Andrea il giovane di Caldes ucciso a 26 anni dall'orsa JJ4. Una tragedia avvenuta ad inizio aprile 2023 in Val di Sole.
Carlo Papi è intervenuto nelle scorse ore alla presentazione del convegno “Grandi carnivori: un problema per il futuro della vita sulle Alpi” promosso dal Comitato Insieme per Andrea Papi nel pomeriggio di sabato 13 gennaio 2024 al teatro comunale di Dimaro Folgarida (TN), con inizio alle 14. (QUI IL PROGRAMMA COMPLETO DEL CONVEGNO)
“La speranza è che la giustizia faccia la giustizia e non l'ingiustizia” ha ancora affermato Carlo Papi. Il convegno promosso dal Comitato ha l'obiettivo di riprendere l'attività sul territorio dopo la pausa dovuta alla campagna elettorale di ottobre per l’elezione del Consiglio e del Presidente della Provincia autonoma di Trento. Un incontro di approfondimento e riflessione su un tema che per mesi è rimasto al centro del dibattito pubblico a seguito della tragica morte del giovane Andrea Papi.
Un fatto drammatico per la Val di Sole e per l’intera provincia di Trento che con tutta la sua crudezza ha rappresentato uno spartiacque tra un prima e un dopo portando alla luce tutte le difficoltà e le criticità legate alla problematica convivenza tra uomo e orso.
In memoria del giovane ora il comitato, che nei mesi scorsi ha girato in lungo e in largo il Trentino con serate di approfondimento e dibattito per sensibilizzare sul tema della gestione dei grandi carnivori, intende affrontare la questione in modo scientifico con l’aiuto di importanti professori universitari e ricercatori.
“Gli obiettivi che ci siamo dati con questo convegno sono molteplici – spiega il presidente del comitato Pierantonio Cristoforetti -. In primo luogo vogliamo tenere vivo il ricordo di Andrea Papi, ma al contempo ci preme dare un’informazione corretta su un problema che interessa la popolazione che vive in montagna e su tutto l’arco alpino. Il convegno ci aiuterà a raccogliere della documentazione di carattere scientifico rispetto ai diversi problemi che derivano dalla presenza fuori controllo di orsi e lupi nelle nostre valli e, in generale, ci permetterà di incontrare persone, organizzazioni e istituzioni che condividono il nostro stesso problema”.
Per l’occasione, il comitato ha infatti invitato i rappresentanti dei territori che vivono la presenza di grandi predatori e dei diversi comitati nati lungo l’arco alpino (in Valchiavenna, in Val d’Ossola, in Alto Adige, in Slovenia, in Francia…): è attesa, ad esempio, una nutrita delegazione proveniente dalla Conca dell’Alpago. “Come atto conclusivo del convegno – termina Cristoforetti - vogliamo anche arrivare alla definizione di un documento condiviso da sottoporre all’approvazione dell’assemblea in maniera da avere un mandato per poter dialogare con le istituzioni e chiedere delle modifiche alla normativa attuale e l’attivazione di tutte quelle misure necessarie che difendano e preservino la vita in montagna”.












