Blocca il servizio Rai per l'uccisione di M90: "Assassini". Il sindaco scrive ai vertici della televisione pubblica: "Offesa una comunità"
Una giornalista Rai boicotta il Comune di Trento dopo l'uccisione dell'orso M90. Il sindaco Franco Ianeselli invia una lettera di protesta alla presidente Soldi e all’ad Sergio

TRENTO. La Rai blocca il servizio sul progetto "Bike to work" come boicottaggio per l'abbattimento di M90 avvenuto nelle scorse ore. Questo il senso della mail che una giornalista della Radiotelevisione italiana, della redazione “Intrattenimento Day Time” di Roma, ha scritto oggi all’ufficio stampa del Comune di Trento.
"In altri messaggi successivi, inviati dalla mail aziendale, la giornalista rincara la dose scrivendo che la deontologia professionale le impedisce di dare 'visibilità gratuita' a una città capoluogo della provincia guidata dal 'mandante delle uccisioni degli orsi', definito poi anche 'assassino'. Visto il tenore dei messaggi - si legge nella nota del Comune di Trento - offensivi nei confronti delle istituzioni trentine e del tutto contrari allo spirito che dovrebbe animare l’informazione del servizio pubblico, il sindaco Franco Ianeselli segnalerà la vicenda al presidente della Rai Marinella Soldi e all’amministratore delegato Roberto Sergio".
Negli scorsi mesi la Rai aveva manifestato la volontà di realizzare un servizio sull'iniziativa "Bike to Work", progetto che premia economicamente i dipendenti che raggiungono l'ufficio in bici, a piedi o usando mezzi pubblici. Tutto si è bloccato dopo l'abbattimento dell'orso della val di Sole. Una situazione che indotto il primo cittadino a scrivere ai vertici della televisione pubblica.
"Riteniamo del tutto inaccettabile che una giornalista del servizio pubblico, pagato anche dal canone dei cittadini, decida di boicottare Trento a causa delle proprie opinioni personali. Che sono naturalmente legittime, ma non possono certo interferire con l’obiettività a cui sono tenuti tutti i giornalisti, tanto più quelli del servizio pubblico", commenta Ianeselli. "Sono di estrema gravità anche le parole utilizzate nei confronti delle istituzioni trentine: non si tratta di critiche, sempre legittime, ma di parole violente del tutto intollerabili. Naturalmente qui il problema non è il servizio annullato su Bike to work, ma l’offesa a un’intera comunità e il completo venir meno della deontologia professionale”.














