"Brindiamo se muori", minacce sul web al questore Paolo Sartori. La solidarietà della politica: "Parole disgustose e inaccettabili"
Le parole erano apparse sulla pagina social del gruppo antagonista 'Rosa Rote Armee Fraktion'. Sull'adesivo, postato sui social e rimosso poco dopo, era stato scritto 'Questore Sartori, brindiamo se muori'

BOLZANO. Sul web sono apparse minacce al questore di Bolzano Paolo Sartori. Il post, nel gruppo Rosa Rote Armee Fraktion, mostra una foto con la scritta "Questore Sartori, brindiamo se muori".
Sono diverse le espressioni di solidarietà che stanno arrivando in queste ore dalla politica. “Queste parole si trovano nel gruppo di estrema sinistra ‘Rosa Rote Armee Fraktion’. Un'azione inaccettabile che deve essere severamente punita. In un momento in cui si fanno campagne contro il linguaggio d'odio mi aspetto un'espressione di solidarietà per il questore Paolo Sartori e una condanna pubblica di questa azione” ha affermato l'assessora provinciale Ulli Mair.
Solidarietà nei confronti del questore è stata espressa dai capigruppo Svp alla Camera e al Senato Unterberger e Schullian. “Minacce inaccettabile che impongono una pubblica condanna” hanno affermato. “Ribadiamo il nostro sostegno per la sua azione a tutela della legalità e per il contrasto ad ogni espressione o manifestazione che sia in conflitto con i principi della convivenza civile”.
A parlare di “Pagina disgustosa e inaccettabile ai danni di un integerrimo funzionario dello Stato che sta applicando la legge senza sconti per nessuno” è anche l'onorevole Alessia Ambrosi.













