Rimossa la scritta contro la premier Meloni apparsa a Castel Condino. Il sindaco Bagozzi: "Episodio gravissimo e inaccettabile. Chi l'ha fatto dovrà risponderne"
"La scritta è stata fatta durante il giorno - racconta il primo cittadino del comune chiesano: al mattino non c'era, come hanno affermato tante persone che sono transitate nei pressi del muro, mentre la sera era lì in bella vista. Già in passato quello spazio era stato utilizzato per una scritta d'insulti all'ex sindaco di Castel Condino. Un attacco indiretto a me? Non lo so, ma forse chi l'ha fatto non si rende conto che rischia una condanna sino a 7 anni"

CASTEL CONDINO. "Un gesto inqualificabile, inquietante e vergognoso, altro non credo vi sia da aggiungere. Abbiamo informato tempestivamente le forze dell'ordine e, dopo aver ottenuto il via libera da parte del magistrato, provveduto a rimuovere la scritta. Il fatto è certamente molto "pesante" e chi l'ha compiuto forse non si rende conto della gravità della cosa, visto che per un atto simile si rischia una condanna sino a 7 anni".
E' arrabbiato e amareggiato Stefano Bagozzi, dal 2015 sindaco di Castel Condino: la scritta apparsa su di un muro che augurava alla premier Giorgia Meloni (QUI ARTICOLO) di "fare la stessa fine" di Benito Mussolini è stata cancellata, ma resta il turbamento per quanto accaduto.
"Siamo in democrazia - prosegue il primo cittadino del comune chiesano - e ci sono tanti modi per esprimere il proprio dissenso, ma questo è inaccettabile. Si può non essere d'accordo politicamente con l'operato di Giorgia Meloni, ma qui siamo di fronte a una minaccia di morte, tra l'altro con un paragone che non esiste. Ribadisco: chi ha scritto quella frase ignominiosa probabilmente non ha la piena di contezza della gravità del gesto".
Poche parole vergate con la vernice rossa in fretta e furia (alcune lettere sono infatti incomplete), senza nemmeno il conforto del buio della notte e senza la paura di essere "scoperti".
"La scritta è stata fatta durante il giorno - racconta Bagozzi -: al mattino non c'era, come hanno affermato tante persone che sono transitate nei pressi del muro, mentre la sera era lì in bella vista. Già in passato quello spazio era stato utilizzato per una scritta d'insulti all'ex sindaco di Castel Condino".
L'onorevole Alessandro Urzì, coordinatore coordinatore regionale di Fratelli D’Italia del Trentino Alto Adige, ha anche ipotizzato che, dietro le minacce alla premier, possa esserci un messaggio indiretto proprio al sindaco, membro del direttivo provinciale di Fratelli d'Italia e, in precedenza, esponente di Alleanza Nazionale.
"Questo non lo so - conclude - però è una delle ipotesi. In questo momento mi trovo in vacanza e, appena rientrerò a Castel Condino, andrò a confrontarmi con le forze dell'ordine. Il mio passato e il mio presente politico sono noti a tutti, non ho mai fatto mancare il confronto e, dunque, sarei estremamente stupito se quanto accaduto fosse un messaggio rivolto direttamente a me. Certo è che, in ogni caso, i toni e i modi restano inaccettabili, perché qui si sta parlando di minacce di morte".


















