"Giorgia quando avrai finito farai la fine di Benito". Minacce alla premier Meloni su di un muro a Castel Condino. Il sindaco chiesano Bagozzi presenta denuncia
L'inquietante e vergognoso messaggio, vergato con la vernice rossa, è apparso la scorsa notte su di un muro, situato all'ingresso del cimitero di Castel Condino. Il sindaco del comune chiesano, Stefano Bagozzi è dirigente provinciale di Fratelli d'Italia e un militante della prima ora del partito della premier Giorgia Meloni

CASTEL CONDINO. "Giorgia quando avrai finito farai la fine di Benito".
L'inquietante e vergognoso messaggio, vergato con la vernice rossa, è apparso la scorsa notte su di un muro, situato all'ingresso del cimitero di Castel Condino. Il sindaco del comune chiesano, Stefano Bagozzi, che ha presentato denuncia per l'accaduto, è dirigente provinciale di Fratelli d'Italia e un militante della prima ora del partito della premier Giorgia Meloni.
La scritta è stata immediatamente cancellata per evitare di amplificare la gravissima vicenda, ma non si esclude che la minaccia alla presidente del Consiglio possa rappresentare un messaggio indirettamente rivolto proprio al primo cittadino di Castel Condino che, nonostante sia stato eletto con una lista civica per due mandati consecutivi (dal 2015 ad oggi), è parte della governance di Fratelli d'Italia in Trentino.
"Non posso che esprimere il mio totale disappunto - commenta in una nota ufficiale Alessandro Urzì, coordinatore regionale di Fratelli d'Italia del Trentino Alto Adige - verso la presenza nella società di provocatori seriali che richiamano la violenza come metodo per ostacolare la libera scelta dei cittadini a favore di un governo e di un presidente del consiglio investiti della fiducia popolare. È un approccio di intolleranza sul quale non si può tacere e ci si attende l’espressione della solidarietà da tutte le forze politiche, di ogni orientamento, in Trentino. Esprimo a nome di tutta Fratelli d’Italia la mia solidarietà alla comunità di Castel Condino, al sindaco ed ovviamente al presidente del consiglio dei ministri ancora una volta così duramente oggetto di proclami intimidatori che in ogni caso non ostacoleranno l’azione riformatrice del governo e di FdI tutta".
Sulla vicenda sono in corso indagini da parte delle forze dell'ordine per cercare di risalire all'identità dell'autore o degli autori della scritta.


















