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Trento
09 maggio | 18:08

Ciclovia del Garda, da "sfregio all'ambiente" a "progetto costosissimo": "Siamo passati da 64 a 344 milioni per realizzare l'intero progetto"

I numeri sono contenuti in una interrogazione che è stata depositata dal Partito Democratico del Trentino con la quale si chiedono informazioni sulle valutazioni geologiche relative ai lavori sul tratto trentino e, fra le altre cose, anche  le ragioni degli aumenti dei costi e le previsioni per il futuro

Ciclovia del Garda, da "sfregio all'ambiente" a "progetto costosissimo"
di Redazione

TRENTO. Non solo uno “sfregio all'ambiente” ma anche un progetto “costosissimo”. A denunciarlo è il Partito democratico del Trentino con una interrogazione che è stata depositata nelle scorse ore a firma dei consiglieri provinciali Michela Calzà e Alessio Manica.

 

Inizialmente, viene ricostruito, le previsioni di spesa prevedevano un costo pari a 64 milioni di euro per 161 chilometri di pista ciclabile, con una spesa media quindi pari a 400.000 euro al chilometro che significa un costo maggiore del doppio del costo, secondo le comparazioni tecniche, di una normale ciclovia.

 

Nel mese di febbraio dell’anno 2021, questo preventivo subiva una impennata che portava i livelli di spesa a circa 300 milioni di euro – 292 milioni per l’esattezza – a causa delle opere necessarie alla realizzazione di passerelle, scavi nella montagna e opere di messa in sicurezza e poi, l’anno seguente, un ulteriore incremento della spesa comportava un aumento tale da portare il totale dei costi preventivati all’iperbolica somma di 344 milioni di euro per realizzare l’intero progetto, portando quindi il costo di ogni singolo chilometro di pista dagli iniziali 400.000 euro alla mostruosa cifra di 8,5 milioni di euro per mille metri di

ciclovia.

 

La crescita dei costi, almeno per quanto riguarda il tratto trentino – spiegano i due consiglieri - è ancor più stratosferica, in considerazione della necessità appunto di passerelle di ferro piantate sulle friabili pareti rocciose a strapiombo sul lago e con probabili ulteriori aggravi di spesa per la messa in sicurezza e la costante manutenzione di simili opere”. 

 

Da considerare, viene spiegato nell'interrogazione che “L’area di lungo-lago interessata dal progetto è infatti esposta ad una particolare – e ben nota – vulnerabilità idrogeologica, il che comporta soprattutto il ripetersi di fenomeni franosi anche molto consistenti, che mettono e metteranno sempre più in pericolo le ipotizzate strutture ed il loro utilizzo. Pur tralasciando, per carità di patria, ogni considerazione ulteriore sullo sfregio paesaggistico che verrebbe inferto alla montagna, non è possibile non prendere in considerazione la filosofia politica che spinge, con crescente convinzione, verso un modello di turismo di massa del quale già si conoscono i limiti oggettivi e che tanti danni ha inferto, fino ad oggi, al nostro territorio”.

 

Davanti alle critiche più volte sollevate anche dalle Amministrazioni comunali trentine, la  Giunta provinciale in carica ha sempre sostenuto che le medesime si erano espresse, a  suo tempo, favorevolmente al progetto della ciclovia e quindi oggi si procede sulla basi di quell’assenso. “Peccato solo che la Giunta provinciale dimentichi – continuano Calzà e Manica - che quelle adesioni di allora vertevano su di un progetto originale – come quello presentato all’epoca dall’allora assessore Mauro Gilmozzi – che si sviluppava, in massima parte, in galleria e non su passerelle sospese nel vuoto ed ancorate ad una montagna fragile e pericolosa. Come sempre, la manipolazione della verità porta a piegare la stessa alle convenienze di parte, ma non fa un buon servizio allo sviluppo”.

 

Se da un lato, in nome della sicurezza collettiva, affermano i consiglieri del Pd “la Giunta provinciale approva una norma che prevede la possibilità di abbattimento dei grandi carnivori per tutelare l’interesse pubblico, dall’altro promuove e sostiene il rischio palese di una pista ciclabile aggrappata su pareti strapiombanti, in un geografia ad elevatissimi rischio idrogeologico”.

 

L'interrogazione è stata depositata al fine di conoscere le valutazioni geologiche relative ai lavori sul tratto trentino; le ragioni degli aumenti dei costi e le previsioni degli stessi per il futuro; gli accordi in essere con le Regioni confinanti per la realizzazione del progetto complessivo e la ripartizione dei relativi costi, nonché le attuali linee di indirizzo politico per il turismo nella nostra provincia e quali opzioni si intendano percorrere, davanti agli ormai raggiunti limiti del “turismo di massa”.

 

QUI L'INTERROGAZIONE

 

 

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