Contenuto sponsorizzato
Trento
02 settembre | 10:03

Co-housing, a Trento il mega progetto Sad per gli anziani: "In poco tempo già occupati tutti i posti. Servono aiuti alle famiglie, la politica perché sta zitta?"

Enormi quantità di soldi per le Rsa e zero per altri progetti che aiuterebbero in questa situazione difficile. La Cooperativa Sad è stata la prima a lanciare il co-housing intergenerazionale in Trentino. Oggi ha tre strutture: a Tassullo, a Cles e l'ultima arrivata a Trento con la residenza "O' Santissima". Vengono ospitati anziani autosufficienti ma che si trovano in difficoltà a svolgere da soli alcune attività e decidono quindi di vivere 'in comunità'. "L'obiettivo di questi progetti è dare respiro alle Rsa sotto pressione. La politica, però, fino ad oggi, è stata assente" spiega l'amministratore delegato di Sad 

Co-housing, a Trento il mega progetto Sad per gli anziani: In poco tempo già occupati tutti i posti

TRENTO. Stanze e appartamenti ad alta protezione per vivere in completa sicurezza con tanto di centri di aggregazione e svago ma anche corsi di ginnastica, di riabilitazione e aree verdi dove muoversi in autonomia. Gli spazi di co-housing per anziani in Trentino continuano a crescere. 

 

Come già scritto in precedenza (QUI L'ARTICOLO) a fronte di una pressione sempre maggiore sulle case di riposo già ormai strapiene, negli ultimi anni sul nostro territorio a farsi strada sono state le iniziative private che hanno portato alla nascita di alcuni innovativi progetti di abitazione che puntano a soddisfare i bisogni sociali degli anziani.

 

Apripista per questo tipo di esperienze è la cooperativa Sad impegnata su questo fronte già a partire dal 2014 e che proprio a Trento è riuscita a dare vita, con le sole proprie forze, ad un nuovo progetto: stiamo parlando della residenza “O' Santissima”. Si tratta di due strutture adibite a precisi ambiti di vita e di servizi dove vivono assieme, in maniera indipendente, sia giovani che anziani. 

 

“Siamo stati i primi – ci spiega Diego Agostini, amministratore delegato di Sad – a portare avanti questi progetti. L'obiettivo fin dall'inizio è stato quello di diminuire la pressione sulle Rsa dando la possibilità agli anziani di mantenere le abilità residue. Abbiamo iniziato con Casa Alla Vela, poi con Casa Tassullo e Casa Cles. Successivamente la struttura alla Vela è stata dismessa e abbiamo aperto il centro residenziale O' Santissima con un investimento che si è aggirato sui 10 milioni di euro”. 

 

L'idea iniziale era quella di portare avanti su una scala più ampia questo progetto di coabitazione fra anziani. Le richieste infatti non mancano, con l’avanzare dell’età da luogo di affetti, sicurezza e protezione, la casa di proprietà spesso rischia di diventare luogo di isolamento e fonte di pericolo basti pensare, per esempio, alla presenza di barriere architettoniche, di abitazioni inefficienti o isolate. Sad, però, ha dovuto fare in conti con il disinteressamento totale da parte della politica e quindi il progetto sta proseguendo più lentamente. 

 

“Si tratta di iniziative che guardano al futuro – spiega a il Dolomiti Agostini – ma la politica è stata completamente assente e in silenzio. Da un lato è impegnata ad assistere in maniera assoluta le Rsa dall'altro non si pensano ad aiuti che possono essere indirizzati a quelle persone anziane che decidono di intraprendere un percorso di co-housing o alle loro famiglie”.

 

Ovviamente i costi non mancano e la costruzione delle strutture (o l'affitto) sono sempre e solo a carico dei privati. Questo va a riversarsi sulle rette: il costo per un anziano al mese va dai 1800 ai 3 mila euro, a seconda della struttura. E a chiedere un alloggio non sono solo trentini perché l'innovazione del progetto, infatti, ha varcato i confini provinciali. “Ci sono giovani coppie – spiega Agostini - che dopo aver trovato lavoro in Trentino hanno cercato un luogo dove poter far vivere anche i loro anziani genitori provenienti da altre regioni. Una soluzione per averli vicini che sono riusciti a trovare nelle nostre strutture.”

 

Al momento alla residenza “O' Santissima” a Trento i 33 posti per anziani sono completamente occupati. Lo stesso vale per i sette posti a Tassullo e gli altri 8 a Cles.

 

Secondo le analisi portate avanti da Ispat, in Trentino viene stimata una crescita sia per la fascia degli anziani (di 65 anni ed oltre) che per i grandi anziani (di 80 anni e oltre) ed in particolare delle donne anziane. Si considera infatti che, se nel 1961 le persone di 65 anni e oltre costituivano circa il 10% della popolazione (9% dei maschi e 12% delle femmine), nel 2019 la loro consistenza media era del 19% negli uomini e del 24% delle donne. Nel 2030, si ipotizza che la popolazione anziana rappresenterà circa il 24% della popolazione trentina (il 22% dei maschi ed il 26% delle femmine), continuando poi a salire fino a oltre il 30% nel 2070.

 

“Quello che vogliamo chiedere alla politica e alle istituzioni – conclude Diego Agostini – è di avere una visione, di mostrare una capacità di approcciarsi al domani. E' fondamentale volgere lo sguardo anche a queste persone anziane che decidono di intraprendere un percorso di coabitazione. Un aiuto in tal senso è un investimento che poi si riversa sull'intera collettività”. 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 07 agosto | 21:25
L'uomo stava compiendo un'escursione assieme ad un amico e, mentre stava percorrendo in discesa il sentiero 370, che da Malga Termoncello rientra a [...]
Politica
| 07 agosto | 19:18
Gli hotel a 5 stelle in Trentino sono una dozzina, quasi un sesto rispetto a quelli presenti in Alto Adige. I punti di forza del territorio sono [...]
Cronaca
| 07 agosto | 18:59
Parte nelle Prealpi trevigiane la storia di Luca Parussolo, giovane allevatore che ha ereditato la passione e l’arte di fare formaggio dalla [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato