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Trento
17 marzo | 10:20

Covid, il dramma non si ferma: ad oggi il Trentino conta 1681 morti. Tonina: "Stravolta la quotidianità. Profonda gratitudine ai medici e agli operatori sanitari"

Si contano 1681 morti dall'inizio della pandemia (lo scorso anno erano 1649). In Trentino, il primo caso di contagio è stato registrato il 2 marzo 2020; dieci giorni dopo, la prima vittima in Valsugana

Covid, il dramma non si ferma: ad oggi il Trentino conta 1681 morti
di ACC

TRENTO. Sono passati quattro anni dall'inizio della pandemia da Covid-19 e dall'annuncio del primo lockdown da parte dell'allora presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

 

Domani, 18 marzo, se ne ricordano le vittime. La Giornata nazionale per le vittime del Covid è stata infatti istituita dal governo italiano per conservare la memoria di tutte le persone decedute a causa della pandemia.

 

“Questa giornata ci richiama tutti a una profonda riflessione su quel drammatico periodo che ha profondamente stravolto la nostra quotidianità”, ha affermato Mario Tonina, assessore alla salute e politiche sociali, ricordando non soltanto “tutti coloro che non sono più qui con noi” ma anche “lo straordinario e generoso impegno dei nostri professionisti della sanità, delle forze dell'ordine, dei tanti, tantissimi, volontari del mondo sanitario, del sociale e dell'associazionismo nell'affrontare un'emergenza che ci ha segnato profondamente e che ancora non è stata debellata”.

 

Dall'inizio della pandemia ad oggi in Trentino, “le vittime di Covid sono state 1681 mentre lo scorso anno ai primi di marzo erano 1649”.

 

Un periodo, quello del lockdown, che ha segnato anche la comunità trentina. “Qui in Trentino, il primo caso di contagio è avvenuto il 2 marzo 2020 e la prima vittima della Valsugana, il 12 marzo 2020”, ha aggiunto Tonina, ricordando la straordinaria solidarietà dei trentini che hanno “reagito con coraggio, dedizione e senso di responsabilità”.

 

Fondamentale il contributo dato dagli operatori sanitari, “in prima linea per garantire servizi e cure primarie – ha spiegato – Sono stati loro ad essere vicini a coloro che stavano morendo, quando non potevano avere accanto i propri cari. Hanno dato conforto ai pazienti, affrontato la malattia con determinazione e dimostrato una straordinaria umanità anche nei momenti più difficili”.

 

Nella giornata di domani, “vogliamo quindi esprimere la nostra profonda gratitudine ai medici e agli operatori sanitari che hanno lottato con tanto impegno e sacrificio. La loro dedizione non sarà mai dimenticata e rimarrà per sempre nel nostro cuore”.

 

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