“Decisioni unilaterali senza coinvolgere i dipendenti”. Anche i 60 lavoratori del punto vendita di Trento tra i 2 mila di Obi Italia in stato di agitazione
Sono in stato di agitazione gli oltre 2 mila dipendenti di Obi Italia, società tedesca leader in Europa nel settore del bricolage: il punto vendita di Via Brennero a Trento conta circa 60 lavoratori

TRENTO. Sono in stato di agitazione gli oltre 2 mila dipendenti di Obi Italia, società tedesca leader in Europa nel settore del bricolage presente sul territorio nazionale con 52 punti vendita: in Trentino sono circa 60 i dipendenti del punto vendita di Trento, in via Brennero.
Alla base della mobilitazione, indetta dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, vi sono “le recenti decisioni unilaterali prese da OBI Italia srl, che tradiscono i principi di corrette relazioni sindacali”.
“Nonostante i 14 mesi di confronto e gli sforzi delle organizzazioni sindacali per migliorare la proposta del contratto integrativo aziendale, l’azienda ha preso decisioni unilaterali senza un vero consenso e partecipazione da parte delle lavoratrici e dei lavoratori”, spiegano i sindacati .
“Obi Italia srl ha affermato di aver migliorato le condizioni di lavoro e il work-life balance, ma ha agito ignorando le necessità e le richieste del coordinamento unitario delle lavoratrici e lavoratori di Obi. Mettere al centro i lavoratori non significa imporre decisioni dall’alto ma discutere, confrontarsi e trovare insieme le soluzioni migliori per tutti, coinvolgendo attivamente le organizzazioni sindacali e le Rsa/Rsu che vi rappresentano. Le decisioni unilaterali dell’azienda non rispecchiano questi valori e danneggiano la fiducia e il rispetto reciproco, essenziali per un sano rapporto di lavoro. Questa condotta datoriale non rispetta i principi fondamentali di una corretta relazione sindacale e mina gravemente il clima di fiducia necessario per una collaborazione efficace e per un qualsivoglia percorso di condivisione".
Le organizzazioni sindacali, in un comunicato unitario, annunciano “eventuali ulteriori azioni sindacali che verranno di volta in volta comunicate”, invitano le lavoratrici e i lavoratori a non effettuare ore di lavoro straordinario/supplementare e dichiarano il blocco totale del lavoro festivo e domenicale oltre il limite normativo delle 25 domeniche annuali.
L’intenzione è chiara: difendere i diritti delle tante lavoratrici e lavoratori e garantire che le voci siano ascoltate; le relazioni sindacali devono essere caratterizzate da un dialogo aperto e costruttivo, e non da imposizioni unilaterali.


















