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Trento
07 ottobre | 18:37

Emergenza abitativa, quasi cento postini assunti ma è impossibile trovare un alloggio. La Uil: "Scandaloso, intervengano le istituzioni"

"Tra queste persone vi sono donne e uomini, ragazze e ragazzi costretti ad allontanarsi dalla famiglia per trovare una stabilità professionale e personale, è scandaloso che non riescano a trovare una sistemazione abitativa”

Emergenza abitativa, quasi cento postini assunti ma è impossibile trovare un alloggio

TRENTO. Trovare un lavoro, ma non una casa nella città dove si viene assunti. È questo il paradosso, strettamente collegato alla crisi abitativa in Trentino Alto Adige, con cui molti lavoratori devono confrontarsi.

 

A lanciare l'allarme, in relazione ad un caso specifico, è il sindacato UilPoste regionale che esprime in una nota profonda preoccupazione per il fenomeno: il riferimento è a 55 nuovi portalettere assunti in provincia di Trento da Poste Italiane e che sono in seria difficoltà nel trovare un alloggio adeguato.

 

“Tra queste persone vi sono donne e uomini, ragazze e ragazzi costretti ad allontanarsi dalla famiglia per trovare una stabilità professionale e personale" dichiara la segretaria regionale Concetta F. Inga, che specifica: "È scandaloso che lavoratrici e lavoratori che hanno appena superato l’iter di assunzione in Poste Italiane, e che sono chiamati a prendere servizio entro il mese di ottobre, non riescano a trovare una sistemazione abitativa”.

 

E guardando all'Alto Adige, l'analogo problema si sta verificando anche a Bolzano. Come sottolineato su L'Alto Adige dal giornalista Paolo Tagliente, sono infatti circa quaranta i postini provenienti da tutta Italia che prenderanno servizio in città, a tempo indeterminato, il prossimo 21 ottobre: l'incognita è sempre la stessa, ossia l'estrema difficolta a trovare un alloggio con un affitto equo che possa giustificare il trasferimento.

 

Tornando al Trentino, ad essere invocato dal sindacato UilPoste è un intervento immediato da parte delle istituzioni locali per garantire a questi lavoratori la possibilità di stabilirsi nella zona, contribuendo così all’economia e alla società trentina.

 

“Chiediamo a gran voce che la Provincia si impegni a trovare soluzioni concrete e rapide – specifica la segretaria regionale Inga – dialogando con i proprietari di immobili sfitti e con le associazioni immobiliari per offrire opportunità abitative sicure e dignitose a queste lavoratrici e lavoratori, e alle loro famiglie".

 

Il sindacato, impegnato tra l’altro nella campagna nazionale “No ai lavoratori fantasma”, ribadisce che è inaccettabile lasciare al proprio destino chi ha scelto di lavorare in provincia con il rischio di creare ulteriore precariato e di “impoverirsi” pur lavorando: "È indispensabile che tutti i settori, incluso quello immobiliare, facciano la propria parte per risolvere questa crisi in tempi brevi".

 

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