Contenuto sponsorizzato
Trento
10 agosto | 19:20

Fenomeno OnlyFans, dal boom ai rischi per creator e utenti. Bommassar: “Nuova forma di prostituzione, contrasto tra contenuti ed educazione alla parità di genere”

La psicologa Roberta Bommassar: “Non è azzardato dire che si tratta, a tutti gli effetti, di una nuova forma di prostituzione dal momento che ad essere venduta è l’immagine del proprio corpo, e come tutte le forme di prostituzione può portare a gravi conseguenze a livello psicologico”

Fenomeno OnlyFans, dal boom ai rischi per creator e utenti

TRENTO. "Il successo di queste piattaforme si basa su un inganno di base: il fatto che l’utente ha l’illusione di instaurare un rapporto privilegiato con chi crea i contenuti, quando in realtà siamo di fronte ad una mera mercificazione del corpo e del sesso, con fornitori e fruitori a tutti gli effetti".

 

Questa l’analisi che la psicologa e psicoterapeuta Roberta Bommassar – dal 2019 Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Provincia di Trento, nonché referente del Gruppo di Lavoro Infanzia e Adolescenza per il Consiglio Nazionale dell’Ordine – fa in prima battuta sulla grande diffusione, tra i giovani ma non solo, del fenomeno dell’utilizzo di piattaforme a pagamento, come ad esempio Onlyfans, in cui vengono diffusi contenuti sessuali amatoriali a pagamento.

 

Ma come funziona, in estrema sintesi, la piattaforma più famosa al mondo che coinvolge in tutto il mondo milioni di content creator e utenti? Si tratta a tutti gli effetti di un social network che connette appunto creator e utenti, con questi ultimi che pagano per visualizzare contenuti esclusivi senza alcuna censura: di conseguenza la piattaforma è finita sotto le luci della ribalta soprattutto per i contenuti sessuali e pornografici, ma anche per i fatturati miliardari.

 

"Prima di analizzare il fenomeno in sé, va fatta un’osservazione generale sul consumo dei contenuti online negli ultimi anni – spiega Bommassar – e un anno 'spartiacque' scelto per convenzione è il 2010: coincide infatti con l’inizio dell’uso generalizzato dello smartphone con le persone, giovani compresi, che prima di questa data per accedere ai contenuti dovevano utilizzare principalmente le reti domestiche, mentre da lì in poi la fruizione dei contenuti anche sessuali è diventata accessibile con grande facilità e senza restrizioni".

 

Negli ultimi anni inoltre, spiega la psicologa, l’età di accesso ai contenuti si è abbassata notevolmente arrivando addirittura a circa 12 anni con picchi addirittura più bassi.

 

L’aumento della fruizione di certi contenuti, viene specificato, ha un effetto che non deve essere sottovalutato anche dal punto di vista educativo e sociale: "Assistiamo ad un disallineamento tra l’educazione alla parità di genere portata avanti nella società civile rispetto ai contenuti pornografici, consumati prevalentemente dai maschi. Nella maggior parte dei casi propongono una visione della donna mercificata, sottomessa e dipinta come un mero oggetto da utilizzare. Tutti gli studi, internazionali e nazionali, associano il numero di ore trascorso sui siti pornografici con un aumento dei comportamenti aggressivi".

 

Dopo questa panoramica generale, il focus torna sul tema delle piattaforme come Onlyfans, che rappresentano "l’evoluzione" di un’era in cui la pornografia era "costruita principalmente in studio con attrici e attor pagati per farlo" e che si innesta sul filone di quella dimensione "amatoriale" che va sempre più per la maggiore al giorno d’oggi.

 

Ma cosa c’è alla base del successo di queste piattaforme in cui, come spiega Bommassar, a creare contenuti sono principalmente giovani di sesso femminile e i cui contenuti sono fruiti principalmente da persone di genere maschile?

 

"Alla base c’è un aspetto semplice ma discriminante: la differenza rispetto ad un sito pornografico – specifica Bommassar – è che l’utente ha l’illusione di instaurare un rapporto privilegiato con chi crea i contenuti, e quindi di non spiare semplicemente 'dal buco della serratura' una scena costruita ma invece di partecipare direttamente e attivamente alla scena. È una differenza sostanziale e molto seduttiva".

 

In realtà, viene osservato, ci si trova di fronte ad una vera e propria mercificazione del sesso: "Tutto è quindi un inganno e il fattore da sottolineare è che nell’utente la dimensione sessuale, in apparenza primaria, in realtà non lo è: a prevalere è quella del controllo e del potere, raggiunto attraverso il pagamento di denaro, che assume poi connotati erotizzanti".

 

Alla luce della grande diffusione del fenomeno, sorge spontanea una domanda: queste piattaforme “raccolgono” semplicemente istinti insiti nell’indole umana o ne fanno nascere di nuovi?

 

Roberta Bommassar, in merito, non ha dubbi: "Gli studiosi si pongono spesso questa domanda, ma cercare una risposta univoca e semplice non ci è di molto aiuto. È un processo circolare in cui ognuno dei due aspetti si rinforzano a vicenda. Una cosa è certa: noi psicologi siamo preoccupati per l’uso sempre più ampio, anche perché di facile accesso, di questo tipo di pornografia".

 

Imbeccata sui rischi, soprattutto per chi produce e mette in rete contenuti, la Presidente dell’Ordine degli Psicologi della provincia di Trento specifica: "Le giovani content creator non si rendono conto probabilmente che stanno ipotecando il loro futuro, affidando alla rete contenuti eterni il cui uso, e abuso, sarà sempre consentito. Oltre a vendere letteralmente la propria vita online, ad essere intaccati saranno anche tutti i loro rapporti futuri, dal momento che dovranno sempre fare i conti con quella dimensione. In sintesi, il rischio è quello di non riuscire più a lasciarsi alle spalle una scelta, a dare un taglio netto e definitivo con un mondo nel quale hanno condiviso aspetti molto intimi di sè. Uscire da tutto ciò sarà sempre più difficile e forse impossibile. Il passato torna inesorabilmente. Non è azzardato dire che si tratta, a tutti gli effetti, di una nuova forma di prostituzione, dal momento che ad essere venduta è l’immagine del proprio corpo, e come tutte le forme di prostituzione può portare a gravi conseguenze a livello psicologico. Tutti gli studi fatti mostrano che chi lavora in questi ambienti ha gravi disturbi di personalità, gravi depressioni e il tasso di suicidi e altissimo. Si mercifica il proprio corpo ma anche la propria identità".

 

Parlando di rischi, neppure i fruitori – ma qui il discorso può essere allargato a tutti i contenuti pornografici e sessuali online – ne sono esenti: “Il pericolo è che insorga una vera e propria dipendenza da contenuti, con conseguenze pesanti sulla sfera della socializzazione ma anche dell’autostima: questo perché vengono stabilite relazioni virtuali in cui si ha la sensazione di poter controllare completamente l’altro, aspetto che non corrisponde con la realtà e le sue dinamiche sociali. Tutto ciò può quindi sfociare nell’isolamento causato dall’incapacità di gestire le vere relazioni e, come anticipato, nello sviluppo di dipendenze da contenuti che può evolvere in disistima, depressione e ansia da un lato, e aggressività dall’altro”.

 

Allargando il respiro, chiediamo a Roberta Bommassar chiarimenti sull’impatto valoriale che questo fenomeno può avere sulle nuove generazioni, che rischiano di essere influenzate anche dall’ostentazione delle “ricchezze facili” che tali attività promettono: "È indubbio che ci stiamo spostando verso una dimensione in cui ad essere mostrato e pubblicizzato è il fatto che sia facile costruire grandi fortune sul nulla, e questo non solo quando si parla di contenuti sessuali, illudendo i più giovani che arricchirsi senza faticare eccessivamente sia possibile. Naturalmente, bisogna sottolinearlo, questo influenza solamente una parte della popolazione giovane e non la sua totalità".

 

Fondamentale, per Bommassar, è analizzare la situazione anche e soprattutto da un punto di vista culturale, con la dimensione dell’educazione alla sessualità e alla socialità virtuale che diventa importantissima: "Per quanto riguarda la sessualità, ho sempre sostenuto che in adolescenza i genitori debbano rimanere fuori. A loro il grande compito di trasmettere ai figli i concetti fondamentali legati al rispetto dell’altro e al consenso. La scuola assume invece un ruolo fondamentale, dal momento che fin dalla tenera età un’educazione all’uso delle tecnologie è fondamentale e di conseguenza, alla luce di quanto detto finora, il tema della sessualità rientra in questo spettro d’azione".

 

In ultima battuta, offriamo alla dottoressa Bommassar lo spunto per una riflessione di ancor più ampio respiro, chiedendole di analizzare l’evidente mutamento sociale avvenuto negli ultimi anni: sembra infatti di essere passati dal timore di mostrarsi, anche a livello sessuale, ad un paradigma in cui proprio mostrarsi è chiave imprescindibile per essere accettati dalla società.

 

“Ci troviamo di fronte ad una società narcisistica in cui il motore delle relazioni è proprio il mostrare se stessi, con l’aspetto sessuale che è solo la punta dell’iceberg – spiega Bommassar – e questo approccio si estende a tutte le situazioni. Assistiamo ad una vera e propria esasperazione da questo punto di vista, con internet e i social che si trasformano in palcoscenici perenni su cui salire e mostrare se stessi. Siamo quindi di fronte ad un cambiamento generale: se qualcuno fa o ha qualcosa, avverte la necessità di mostrarlo ricercando il consenso, il cui termometro è dato dal numero dei like e dei followers. Centrale è la ricerca disperata dello sguardo dell’altro che, se non arriva, rende soprattutto i giovani molto più fragili, come se l’accettazione passasse solamente da questo viatico. Va ribadito però che si tratta di una distorsione e come tale va analizzata: la necessità è quindi di individuare strade alternative”.

 

E parlando proprio di nuove strade, uno sguardo al futuro è inevitabile: “Serve impegnarsi e lavorare ogni giorno per portare avanti una vera e propria 'battaglia culturale' guardando soprattutto alle nuove generazioni, e questo deve rientrare nell’agenda della politica che deve investire a tal proposito”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 09 agosto | 09:49
L'operazione portata a termina da “Benaco Guardians For the Oceans” è un movimento spontaneo di conservazione acquatica nato per promuovere [...]
Cronaca
| 09 agosto | 08:37
Sul posto sono intervenuti i sommozzatori dei vigili del fuoco di Trieste e le squadre fluviali di Pordenone e Maniago, con un gommone. In supporto [...]
Cronaca
| 09 agosto | 09:21
Il cane ha 2 anni ed è scappato di casa spaventato dai botti della rievocazione storica nella tarda mattinata di ieri. Chiunque abbia notizie [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato