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Belluno
29 aprile | 17:38

In carcere detenuto tira uno schiaffo all'agente sull'orecchio che comincia a sanguinare: ''Lesionato il timpano. La polizia penitenziaria non è carne da macello''

La denuncia della Sappe del fatto avvenuto a Belluno: ''La violenza e la tensione vissuta dai poliziotti in servizio nel carcere di Belluno sono gravissime: è inaccettabile che un agente di polizia penitenziaria debba rischiare ogni giorno la propria incolumità ed essere soggetto ad aggressioni e violenze solamente perché rappresenta lo Stato in un contesto nel quale la frangia violenta dei detenuti non ha alcuna remora a creare disordini, sommosse, eventi critici''

In carcere detenuto tira uno schiaffo all'agente sull'orecchio che comincia a sanguinare: Lesionato il timpano

BELLUNO. Ha tirato uno schiaffo all'orecchio dell'agente della polizia penitenziaria talmente forte da lesionargli il timpano facendolo sanguinare. Il tutto come atto di ''ritorsione'' dopo che lo stesso agente lo aveva segnalato sul piano disciplinare per una reazione violenta. Parla di ''grave violenza choc'' avvenuta nel carcere di Belluno il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria. Vittima un agente per colpa della ''folle intemperanza di un detenuto e, ancora una volta, a pagarne le conseguenze sono alcuni dei poliziotti in servizio e parte degli arredi interni alla struttura''.

 

Come spiega Giovanni Vona, segretario nazionale per il Triveneto del Sappe “sabato scorso, un detenuto nordafricano che stazionava di fronte al cancello della rotonda del carcere, si è rifiutato di rientrare in cella con la pretesa di parlare con il preposto di polizia penitenziaria. Quindi ha offeso e minacciato l'agente per poi, del tutto inaspettatamente, tirargli uno schiaffo sull'orecchio sinistro. Il collega è poi andato in infermeria perché perdeva sangue dell'orecchio. In infermeria lo hanno mandato in ospedale dove gli hanno diagnosticato la lesione del timpano, con venti giorni di prognosi''. L'antefatto di questa brutta vicenda è stato che ''lo stesso detenuto si era reso protagonista di un grave fatto già a inizio mese, quando chiese all’agente di sezione di potersi recare nel locale barberia fuori dall'orario consentito. Gli venne ovviamente negato e per questo, di fronte alla sua reazione verbale violenta, fu rapportato disciplinarmente da quell'agente che poi ha aggredito come atto di ritorsione''. 

 

“La violenza e la tensione vissuta dai poliziotti in servizio nel carcere di Belluno sono gravissime - denuncia il segretario generale del Sappe Donato Capece -: è inaccettabile che un agente di polizia penitenziaria debba rischiare ogni giorno la propria incolumità ed essere soggetto ad aggressioni e violenze solamente perché rappresenta lo Stato in un contesto nel quale la frangia violenta dei detenuti non ha alcuna remora a creare disordini, sommosse, eventi critici. Ora basta''.

 

''E’ del tutto evidente che nelle carceri della nazione e del Triveneto in particolare serve, forte ed evidente, la presenza dello Stato, che non può tollerare questa diffusa impunità, e servono provvedimenti urgenti ed efficaci”, prosegue il leader del Sappe, che rinnova l’appello ai vertici del Dap affinché creino le condizioni “per ristabilire ordine e sicurezza, attuando davvero quella tolleranza zero verso quei detenuti violenti che, anche in carcere, sono convinti di poter continuare a delinquere nella impunità assoluta”. 

 

Servono regole ferree per ristabilire ordine e sicurezza nelle carceri, attuando davvero quella tolleranza zero verso i detenuti violenti che, anche in carcere, sono convinti di poter continuare a delinquere nella impunità assoluta. Qui serve, forte ed evidente, la presenza dello Stato, che non può tollerare questa diffusa impunità, e servono provvedimenti urgenti ed efficaci”, conclude Capece.

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