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Trento
19 novembre | 05:01

In fuga dall'Afghanistan dei talebani diventa panettiera a Trento, la storia di Aziza: "Mi era proibito tutto. Ora sono la prima donna della mia famiglia a poter lavorare"

La fuga dall'Afghanistan, la vita in Iran e poi l'arrivo in Italia nell'aprile del 2023. Aziza oggi ha 42 anni e da circa un mese è stata assunta al panificio Cirilli. Lei, assieme ad altri tre ragazzi, si occuperà della nuova panzerotteria aperta in questi giorni in via Mazzini

In fuga dall'Afghanistan dei talebani diventa panettiera a Trento, la storia di Aziza: Mi era proibito tutto

TRENTO. Non poteva uscire di casa da sola, non poteva lavorare, ha vissuto sulla sua pelle il dramma del dominio talebano che nel corso degli anni ha provocato un lento ma deciso deterioramento nel quadro dei diritti personali e civili.

 

E' la storia di Aziza, 42 anni che da Ghazni, la sesta città più grande dell'Afghanistan culturalmente e strategicamente importante per gran parte della storia del paese, nell'aprile dello scorso anno è arrivata con la sua famiglia in Trentino.

 

Una scelta difficile, un viaggio tremendo che l'ha portata oggi a rinascere. Aziza ha imparato a fare il pane da sua madre a Ghazni ed ora lavora al panificio Cirilli di Trento conosciuto non solo per la bontà dei suoi prodotti ma anche per il grandissimo cuore nell'aiutare sempre chi ne ha bisogno.

 

Aziza è arrivata all'aeroporto di Milano il 2 aprile dello scorso anno grazie all'impegno di associazioni e istituzioni che hanno permesso di portare in salvo, assieme a lei, anche l'intera sua famiglia compresi i suoi 4 figli.

 

La situazione in Afghanistan è bruttissima, per le ragazze ogni cosa è vietata” ci racconta Aziza mentre si prende una pausa dal suo nuovo lavoro. Porta un cappellino bianco e una fascia che le raccoglie i capelli.

 

L'italiano lo conosce appena, il necessario per lavorare. Purtroppo non è semplice entrare nei corsi. I tagli fatti negli ultimi anni hanno reso sempre più difficile trovare un posto libero nelle lezioni organizzate alle poche associazioni che ancora oggi sono impegnate in questo campo. Conoscere la lingua è però fondamentale e grazie all'aiuto della famiglia Cirilli e di alcuni volontari, sta studiando e migliorando la sua conoscenza dell'italiano.

 

Due anni fa Aziza non avrebbe potuto nemmeno immaginare quanto le sarebbe stato importante conoscere l'arte bianca che sua madre le aveva insegnato.

 

Tutto ha avuto inizio nel 2021 quando i talebani, un movimento fondamentalista islamico sunnita, sono tornati al potere in Afghanistan. Sono riusciti a conquistare rapidamente l'intero Paese, entrando a Kabul e ponendo fine allo stato afghano sostenuto dalla Comunità internazionale. E' da quel momento che l'intero Paese ha assistito a una regressione nei diritti civili e la distruzione giorno dopo giorno del futuro di tantissime donne e ragazze.

 

In questa situazione Aziza e la sua famiglia decidono di andarsene. Provano per la prima volta nell'agosto del 2021 a partire dall'aeroporto di Kabul ma la situazione con i talebani al governo è drammatica e la partenza fallisce.

 

Ci sono dei contatti con l'Italia dove già da qualche anno è arrivato il fratello. Gli aiuti non mancano ma per attivare un corridoio umanitario l'unica maniera è quella di uscire dall'Afghanistan. Aziza e la sua famiglia riescono a raggiungere l'Iran dove si nascondono fino a quando, finalmente, i primi di aprile dello scorso anno vengono imbarcati su un aereo diretto a Milano.

 

Subito dopo l'arrivo a Trento. Aziza viene accolta a Borgo Valsugana dove ancora oggi vive assieme ai suoi tre figli e al marito e dove sta riprendendo in mano la sua vita. Da circa un mese e mezzo è entrata a far parte della grande famiglia Cirilli.

 

Dopo una prova è stata immediatamente assunta ed è lei che, assieme ad altri ragazzi, si occuperà della nuova panzerotteria aperta in questi giorni in via Mazzini.

 

Aziza è diventata la prima donna della sua famiglia ad avere un posto di lavoro.

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