“La rinascita di Mariupol dopo la guerra”. Bufera sull'evento a Modena filo Mosca: radicali e associazioni ucraine in piazza per protestare
Bufera a Modena per l'evento organizzato dall'Associazione culturale Russia Emilia Romagna sulla “rinascita di Mariupol”, la città simbolo dell'orrore portate dalle forze d'invasione russe in Ucraina

MODENA. Da quando Mosca ha dato il via all'offensiva generale nel Paese, il dramma vissuto dalla popolazione ucraina è stato raccontato, settimana dopo settimana, mese dopo mese, dalle tragiche immagini in arrivo da Kyiv, Kharkiv, Bakhmut e dalle decine di altre aree urbane colpite (e, in molti casi, distrutte) dalla violenza delle forze d'invasione russe. Tra le città attaccate però, quella che più di tutte forse è diventata un simbolo è Mariupol, finita sotto il fuoco nemico fin dai primi giorni dell'invasione e oggi occupata (per quel che ne rimane) illegalmente da Mosca. Era a Mariupol il teatro utilizzato come rifugio da centinaia di civili e bombardato nonostante la scritta 'deti' (bambini) ben visibile dall'alto, era a Mariupol l'ospedale colpito dai missili russi, tra le cui macerie è stata scattata la tristemente nota foto di una donna incinta portata via in barella dai soccorritori (ed in seguito deceduta). Anche per questo colpisce ancor di più il titolo di una serata organizzata a Modena, in un Sala Civica, dall'”Associazione culturale Russia Emilia Romagna” per il 20 gennaio: “Mariupol. La rinascita dopo la guerra”.
Si tratta di una conferenza, dicono gli organizzatori, per presentare una mostra sulla “ricostruzione di Mariupol” da parte delle autorità russe, che dopo la barbara distruzione della città stanno cercando di farne un simbolo propagandistico, tra ruspe e gru al lavoro per la costruzione di nuovi complessi residenziali. “Mariupol – si legge sulla pagina Facebook dedicata all'evento – affronta ora un veloce processo di ricostruzione sotto l'egida delle istituzioni della Federazione Russa di cui è divenuta parte integrante”. Le risposte, dopo il lancio dell'evento, non si sono fatte attendere: lo stesso ministero degli Esteri ucraino ha condannato l'evento mentre le polemiche si sono accese anche in Italia.
“Mi offende profondamente che una associazione filo-russa possa fare la sua propaganda su Mariupol – scrive il senatore del Pd Filippo Sensi – città martire dell'Ucraina che combatte, in una sala civica a Modena il prossimo 20 gennaio. Spero bene che il sindaco Muzzarelli (anche lui del Pd ndr), persona stimabile, non conceda quegli spazi”. Nel frattempo Radicali e diverse associazioni ucraine (Cristiani ucraini in Italia e Comunità ucraina modenese) hanno già annunciato una protesta in piazza per condannare l'iniziativa.
“Dopo la concessione della sala del Comune di Modena a un'associazione che si schiera apertamente con la propaganda del regime di Putin – si legge in una nota diffusa dalle associazioni – i Radicali italiani, Radicali Modena e diverse associazioni ucraine modenesi e di tutta Italia scenderanno in piazza il 20 gennaio a Modena (ore 15 Piazza Mazzini) per dire basta alla propaganda del Cremlino in Italia e promuovere la solidarietà internazionale in difesa dei valori di libertà e democrazia. Ci permettiamo di ricordare che la città ucraina di Mariupol è stata occupata, bombardata e brutalmente distrutta: case, ospedali, scuole, teatri sono stati rasi al suolo, con una drammatica perdita di vite umane. Una tragedia che ha un solo responsabile: la Federazione Russa. Il 20 saremo in piazza per gridare il nostro sostegno alla resistenza ucraina. Chiediamo ancora una volta di revocare la concessione della sala per la conferenza 'Rinascita di Mariupol' e invitiamo l'amministrazione comunale, le forze politiche e le associazioni a scendere in piazza con noi per una giornata contro la violenza e a favore di una pace giusta”.
Da parte sua, il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ha risposto alle polemiche sul suo profilo social: “Respingo con fermezza ogni tentativo di strumentalizzazione dell'appuntamento annunciato per il 20 gennaio in una sala civica di un quartiere della città, noleggiata per l'occasione da un'associazione culturale. Il Comune di Modena non sostiene in alcun modo iniziative che offrono una lettura filo-russa del conflitto in corso in Ucraina che ha avuto origine, lo voglio ribadire ancora una volta, con l’invasione nel 2022 da parte della Russia. Non c’è alcun patrocinio del Comune e nessuna forma di sostegno, tantomeno economica, a questo appuntamento per il quale l’associazione ha sottoscritto l’impegno previsto dal regolamento comunale a condividere i valori sanciti dalla Costituzione e dalla Repubblica Italiana e, segnatamente, il divieto di professare e/o praticare ideologie e comportamenti fascisti e razzisti. Un impegno che auspichiamo venga rispettato pienamente. Ricordo inoltre che l’Amministrazione comunale é impegnata nell’accoglienza dei profughi ucraini e, insieme a tante associazioni del territorio, in iniziative a favore della pace”.












