La sorpresa a Francesco Moser: i campioni di ciclismo e sci di fondo, i giornalisti e le autorità irrompono a Maso Villa Warth per festeggiare il 40esimo del record dell'ora
Impressionante il parterre de rois, con un'infornata di campioni delle due ruote (Gibo Simoni e Maurizio Fondriest), dello sci di fondo (Zorzi, Fauner, Vanzetta e Nones) oltre ad un nutrito gruppo di giornalisti "olimpici", amici e a qualche guest star, come il fuoriclasse dell'alpinismo e dello scialpinismo Tone Valeruz

GARDOLO DI MEZZO. La sorpresa è riuscitissima. E Francesco Moser proprio non se l'aspettava. Anzi, per una volta lo Sceriffo, così era soprannominato quando correva per la sua autorità sia in gara che fuori, si è commosso.
Il Guinness Club 92 Trento e Olympia Sportmedia 2026 Trentino Alto Adige - Südtirol, il club nato recentemente che raggruppa i 70 giornalisti regionali che hanno raccontato, sul campo, le vittorie azzurre alle Olimpiadi, ha deciso di compiere una vera e propria "zingarata" in stile "Amici Miei" al Maso Villa Warth di Gardolo di Mezzo, nella casa di Francesco Moser, per celebrare con lui i 40 anni del record dell'ora stabilito il 23 gennaio 1984 a Città del Messico (QUI ARTICOLO).
Il tutto con la collaborazione della compagna Marta Mosole e dei figli Carlo, Francesca (entrambi presenti e c'erano anche i fratelli e le sorelle e la cognata Fiorella, moglie di Aldo) e Ignazio, che hanno partecipato all'organizzazione, senza lasciarsi scappare nemmeno una parola con il padrone di casa.
La torta l'hanno portata gli invitata mentre "Checco", scontato dirlo, ha dovuto metterci lo spumante. Quale? Ovviamente il celebre "51,151".

Il parterre de rois era impressionante con un'infornata di campioni delle due ruote, dello sci di fondo, altra disciplina praticata e amata in maniera "viscerale" dai trentini e di altre discipline, oltre ad un nutrito gruppo di giornalisti "olimpici" e a qualche guest star, come il fuoriclasse dell'alpinismo e dello scialpinismo Tone Valeruz.
Non potevano mancare Gibo Simoni e Maurizio Fondriest, il primo vincitore di due Giri d'Italia e "quasi" campione del mondo a Plouay nel 2000 (se il compagno di squadra Lanfranchi non fosse andato a prenderlo nel finale), il secondo iridato a Renaix nel 1988 e trionfatore alla Milano - Sanremo e alla Freccia Vallone nel 1993, oltre a Nino Marconi, "icona" del ciclismo di casa nostra e Bepi Zoccante, presidente onorario della Fci trentina.
Nutritissima la pattuglia degli ex sciatori, tutti vincitori di una medaglia d'oro alle Olimpiadi, da Cristian Zorzi a Silvio Fauner, dal "decano" e "patriarca" dello sport trentino Franco Nones a Giorgio Vanzetta. Senza dimenticare chi non è stato olimpico ma con gli sport invernali ha da sempre un feeling particolare, ovvero Tito Giovannini, attualmente rappresentante del Trentino all'interno della Fondazione Milano Cortina 2026 (che ha affermato che coinvolgerà Nones e Moser nella promozione degli eventi dei prossimi Giochi Olimpici) e Pietro De Godenz.
Il gruppo di giornalisti in rappresentanza di Olympia Sportmedia (ma anche di Gruppo Dao e Gruppo Itas, che sin dal primo giorno hanno sostenuto l'attività del club), per una volta privo degli strumenti di lavoro, era composto da Diego Decarli, ideatore della "sorpresa" assieme a Giovanni Groff, presidente del Guinness Club 92 Trento, Giacomo Santini, Franco Bragagna, Gianfranco Benincasa e Diego Nart.
Anche le autorità hanno voluto essere presenti all'evento a cominciare dal sindaco di Trento Franco Ianeselli, appassionatissimo di due ruote ("non ero ancora nato quando Moser ha vinto il campionato del mondo, ma ricordo l'entusiasmo di mio papà nell'84' quando stabilì il record dell'ora. Stiamo parlando probabilmente del trentino più conosciuto al mondo: impossibile non esserci"), raggiunto poi dall'assessore provinciale Roberto Failoni e dal consigliere provinciale Walter Kaswalder.
Ad immortalare l'evento Remo Mosna, che nel 1984 era al seguito di Moser a Città del Messico: le immagini più belle di una giornata che è entrata di diritto nella storia dello sport mondiale sono tutte sue.














