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Trento
19 giugno | 19:08

Francesco Moser compie 73 anni: auguri allo "Sceriffo" del ciclismo mondiale. Nel 1984, in pochi mesi, centrò il record dell'ora e vinse sia la Milano - Sanremo che il Giro d'Italia

Con ben 273 vittorie è, a tutt'oggi, il professionista italiano con più successi. Oggi pedala per passione e, da qualche anno, ha una nuova compagna, l'ex ciclista professionista Mara Mosole, con cui fa coppia fissa. Sui social tantissimi i messaggi di auguri per il campione di Palù di Giovo

TRENTO. Settantatré anni vissuti alla grande e portati perfettamente.

 

Tutto il Trentino festeggia il compleanno di Francesco Moser, uno degli sportivi trentini più famosi e vincenti di ogni epoca. Nel suo palmares spiccano il Giro d'Italia del 1984 (con quattro vittorie di tappa), 3 Parigi - Roubaix, una Freccia Vallone, una Gand - Wevelgem, 2 Giri di Lombardia, una Milano - Sanremo (nel 1984), a cui bisogna aggiungere lo straordinario record dell'ora stabilito a Città del Messico, sempre nel 1984, il titolo di campione del mondo su strada conquistato a San Cristobal, in Venezuela, nel 1977 (oltre a due secondi posti, arrivati nel 1976 e nel 1978) e il titolo iridato su pista nell'inseguimento individuale vinto a Monteroni di Lecce nel 1976.

 

Con ben 273 vittorie è, a tutt'oggi, il professionista italiano con più successi, di gran lunga davanti al rivale "di sempre" Beppe Saronni (193) e Mario Cipollini (189) ed è il terzo ciclista in assoluto più vincente, alle spalle dell'inarrivabile Eddy Merckx (426) e di Rik Van Looy (379).

 

Oggi Francesco Moser, nato a Palù di Giovo il 19 giugno 1951 in una famiglia dove il ciclismo è sempre stato lo sport di casa (anche i fratelli Enzo, Aldo e Diego sono stati professionisti), pedala ancora, per diletto, segue tutte le corse più importanti (non solamente per motivi professionali, ma anche per pura passione), fa il nonno, il padre e continua a lavorare nell'azienda da lui fondata.

 

Inoltre, da qualche anno, ha una nuova compagna, l'ex ciclista professionista Mara Mosole, con cui fa coppia fissa: la relazione era stata resa pubblica dallo stesso Moser nel 2022 in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera (QUI ARTICOLO).

 

In tantissimi gli hanno fatto gli auguri sui social. Compreso il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, che ha ringraziato "Lo Sceriffo", così era soprannominato quando correva il fuoriclasse di Palù di Giovo, per aver portato il nome del Trentino in tutto il mondo.


"Oggi festeggiamento un campione - scrive sui propri canali il Governatore trentino - che ha portato il nome del Trentino nel mondo, un esempio di determinazione e passioni per tutti noi. A nome di tutta la comunità trentina, e mio personale, ti auguro un compleanno pieno di gioia e serenità. Grazie per tutto ciò che hai fatto e continui a fare per lo sport e per il nostro territorio. Buon compleanno, Francesco".

 

Dopo aver conquistato il titolo di campione del mondo nel 1977 (e averlo sfiorato l'anno prima ad Ostuni, chiudendo secondo alle spalle del belga Maertens), per Moser l'anno "d'oro" è stato certamente il 1984: il 20 gennaio firmò il nuovo record dell'ora a Città del Messico (QUI ARTICOLO), fissando il limite a 51,151 chilometri, il 17 marzo trionfò per distacco alla Milano - Sanremo con un allungo pazzesco in discesa dopo aver ripreso i tre fuggitivi e il 10 giugno trionfò al Giro d'Italia, grazie al successo nella cronometro conclusiva da Soave a Verona.

 

Dopo aver vinto il cronoprologo di Lucca, la tappa con arrivo a Foggia e la crono di Milano, alla vigilia della frazione conclusiva il fuoriclasse di Palù di Giovo era attardato di 1'21" dal francese Fignon, che gli aveva strappato la maglia rosa un paio di giorni prima ad Arabba, con il quale era in atto una sfida "testa a testa" e a suon di polemiche, sin dall'inizio del Giro.

Ebbene nella cronometro che chiudeva e decideva la corsa, Moser rifilò 2'24" al francese, che chiuse al secondo posto, con il corridore trentino che entrò da trionfatore all'interno dell'Arena di Verona.

 

Tanti auguri allo "Sceriffo" del ciclismo mondiale. Per tutti trentini, però, è sempre stato, il "Checco", che ha fatto sognare generazioni di tifosi e appassionato anche chi non masticava di ciclismo.

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