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| 31 lug 2024 | 18:31

Lago di Garda in crisi tra calo del 70% del pescato e bracconaggio. Ok dal Veneto al nuovo regolamento: limite agli esemplari catturabili e divieti di pesca, ecco le novità

Nel nuovo regolamento c'è il concetto di sostenibilità ambientale della pesca professionale ma è stato modificato il periodo di divieto di pesca di alcune specie e limitate anche alcune catture 

Foto archivio
Foto archivio
di Redazione

VERONA. Il lago di Garda è sempre più in crisi e a farlo capire sono anche i cambiamenti che nelle scorse ore sono stati approvati dall'assemblea legislativa veneta e introdotti nel nuovo regolamento per la tutela della fauna ittica e per la disciplina della pesca nelle acque del lago

 

Il regolamento è molto importante perché stabilisce  tipi e orari di pesca; periodi di divieto, lunghezze minime del pescato, limitazione di catture; attrezzi e modi consentiti per la pesca dilettantistica e professionale, le esche e le pasture consentite; la disciplina delle gare e manifestazioni di pesca sportiva

 

Il lago di Garda è un ecosistema molto delicato. Al suo interno si trovano anche specie di particolare interesse per l’attività di pesca e dal punto di vista conservazionistico: tra le prime spiccano Coregone lavarello, Agone e Pesce persico, mentre tra le specie che necessitano di tutela sono da evidenziare il Carpione del Garda e l’Alborella. A tal proposito, i cambiamenti climatici hanno comportato modifiche nei periodi riproduttivi di alcune specie, da cui nasce la necessità di aggiornare la disciplina. 

 

LE NOVITA' INTRODOTTE NEL NUOVO REGOLAMENTO
Tra le novità introdotte nel nuovo regolamento c'è il concetto di sostenibilità ambientale della pesca professionale, che indirizza la Regione ad assicurare il cosiddetto sforzo massimo di pesca accettabile, con appositi strumenti di pianificazione e criteri che tengono conto, tra l’altro, del numero medio di pescatori attivi. Da qui si prevede anche un registro dei pescatori professionisti autorizzati.

 
Si interviene, inoltre, sui periodi di divieto e le lunghezze minime, contenuti in una specifica tabella. In particolare, è stato modificato il periodo di divieto di pesca del Coregone lavarello, prima previsto dal 15 novembre al 15 gennaio, e ora posticipato dal primo dicembre al 31 gennaio. Una disciplina analoga è stata prevista per l’Agone e le altre specie, con periodi di divieto diversi e con modificazioni delle dimensioni dei pesci. 

 

Altre disposizioni sono destinate a limitare il numero di esemplari catturabili dal pescatore dilettante sportivo per giornata di pesca e specificano che il pescatore dilettante può catturare e trattenere al massimo 5 chilogrammi di pesca al giorno, ad esclusione del Siluro, ai fini del contenimento di questa specie alloctona invasiva che minaccia la biodiversità della fauna lacustre.

 

C'è poi la previsione di istituzione di un tavolo tecnico di coordinamento con il compito di monitorare l’applicazione del regolamento e formulare proposte per una ottimizzazione della gestione ittica e della pesca nelle acque del lago di Garda.

 

Un tavolo, ha spiegato il correlatore dell’opposizione Arturo Lorenzoni, “A condizione che non rimanga virtuale, tenuto conto del momento di grande crisi che sta vivendo il settore della pesca professionale nel lago di Garda”. 

 

LA CRISI DEL LAGO DI GARDA
I  pescatori, è stato spiegato durante la discussione,  “sono infatti testimoni di un’ecatombe e riportano una diminuzione del pescato, nel corso dei primi sei mesi di quest’anno, tra il 70 e il 90% rispetto al 2023”. 

 

Da anni le alborelle sono rarissime, sono vietati il carpione e l’anguilla, il carpione - specie unica al mondo - è a rischio estinzione, le anguille sono vietate dal 2011, è stata sospesa la semina dei coregoni. 

 

“Manca – spiega ancora il correlatore - un’azione di reale contrasto al fenomeno del bracconaggio, e a tal proposito è auspicabile dotare di risorse l’Ispettorato alla pesca, che da ottobre del 2019 sotto la diretta responsabilità della Regione”.

Il consigliere ed ex assessore di comparto Giuseppe Pan, nel rilevare come le modifiche regolamentari fossero attese da tempo e frutto di una lunga concertazione con i colleghi lombardi e trentini, ha sottolineato come “Anche sul lago di Garda sono in atto trasformazioni ecologiche dovute al cambiamento climatico che consiglierebbero di calmierare le licenze di pesca al fine di garantire la sopravvivenza dell’ecosistema del lago di Garda”, temi ripresi anche dal consigliere Joe Formaggio (FdI), con particolare riferimento critico al concetto di cambiamento climatico.

 

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