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| 22 mag 2024 | 16:43

Lupo ferito nel Parco dello Stelvio, la Lndc: "Vile atto di bracconaggio. La tagliola è vietata e pericolosa anche per le persone"

Nelle scorse ore è stato avvistato e fotografato un lupo con una zampa tranciata di netto. La Lndc: "Chiediamo aiuto ai cittadini per risalire all'identità del bracconiere e sporgere denuncia"

Lupo ferito nel Parco dello Stelvio, la Lndc: Vile atto di bracconaggio
di Redazione

SONDRIO. Un lupo è stato avvistato e fotografato con una zampa posteriore tranciata di netto all'altezza del ginocchio. L'ipotesi più probabile è che questo esemplare sia stato vittima di un colpo da arma da fuoco o una tagliola (Qui articolo), "strumento che la legge vieta in modo categorico ma che viene comunque ancora usato dai bracconieri". La Lndc animal protection ha deciso di sporgere denuncia, l'associazione chiede inoltre la collaborazione dei cittadini per poter risalire all'identità dei responsabili di questo grave episodio.

 

"E' scandaloso che ci sia ancora chi piazza in giro questi strumenti di tortura", commenta Piera Rosati, presidente di Lndc animal protection. "E' ancora più scandaloso che venga fatto all’interno di un Parco, quindi di un’area protetta. Tra l’altro, le tagliole rappresentano un pericolo per tutta la fauna selvatica ma anche per gli animali domestici e per le persone che frequentano i boschi alla ricerca di un po’ di pace e di tranquillità. Chiunque, infatti, potrebbe metterci un piede e subire un danno gravissimo. Esattamente come è successo a questo povero lupo che, è sempre importante ricordarlo, appartiene a una specie protetta da leggi nazionali e internazionali, nonostante i tentativi da parte di alcuni esponenti politici della Lega di ridurre il suo status di protezione". 

 

Il lupo ferito è stato trovato nel Parco nazionale dello Stelvio. Dalla fotografia che è stata scattata, il lupo non sembrerebbe in condizioni gravi ma potrebbe peggiorare e i ricercatori si sono messi sulle sue tracce per cercare di trovarlo e, se necessario, soccorrerlo. 

 

"E' una curiosa coincidenza che questo vile atto di bracconaggio sia avvenuto proprio a Ponte di Legno, uno dei territori storicamente più legati al carroccio, nello stesso periodo in cui proprio la Lega tramite il deputato Bruzzone sta cercando in tutti i modi di far passare una legge che di fatto andrebbe a legalizzare il bracconaggio, aprendo la possibilità di cacciare sempre e in qualsiasi luogo, senza alcuna tutela per la fauna selvatica. Faremo tutto ciò che è in nostro potere affinché questa proposta non passi, anche per rispetto dell’articolo 9 della Costituzione”, conclude Rosati.

 

L'associazione chiede ai carabinieri forestali di intensificare i controlli e provvedere con urgenza a rimuovere questi strumenti proibiti e pericolosi.

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