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| 25 set 2024 | 12:42

Precipitazioni estreme, con i cambiamenti climatici antropogenici la probabilità raddoppia: lo studio

Lo studio è stato condotto dal gruppo di ricerca internazionale World Weather Attribution: “Tramite l'analisi dei dati osservati e simulazioni modellistiche – spiegano gli esperti della Società meteorologica italiana – i ricercatori hanno stimato che i cambiamenti climatici di origine umana (incremento di emissioni e concentrazioni di gas serra) oggi hanno raddoppiato la probabilità e aumentato del 7% l'intensità di piogge estreme come quelle di metà settembre in Europa centro-orientale”

TRENTO. Le immagini arrivate nelle ultime settimane prima dall'Europa centro-orientale e poi dall'Emilia Romagna, dove a precipitazioni estreme sono seguite gravissime inondazioni costate la vita a livello europeo a 24 persone, hanno presto fatto il giro del web e portato a nuove discussioni sull'impatto che il cambiamento climatico ha (e avrà) su fenomeni di questa portata. Ed è proprio analizzando questa tematica che gli esperti del gruppo di ricerca internazionale World Weather Attribution (che solo poche settimane fa avevano riconosciuto l'impronta antropica nel peggiorare la recente siccità in Sicilia e Sardegna, Qui Articolo) sono arrivati ad un dato impressionante: la probabilità di precipitazioni estreme come quelle di settembre 2024 in Europa sarebbe addirittura raddoppiata a causa dei cambiamenti climatici antropogenici.

 

“A metà settembre 2024 – scrivono gli esperti della Società meteorologica italiana condividendo il lavoro del Wwa – l'Europa centro-orientale è stata colpita da precipitazioni di entità eccezionale e talora mai registrata in precedenza nelle lunghe serie storiche di dati meteorologici (anche più di 400 millimetri in quattro giorni). Responsabile è stata la depressione 'Boris', la medesima che il 18-19 settembre, seppur in via di esaurimento, ha ancora avuto modo di determinare importanti inondazioni in Emilia Romagna per la terza volta in sedici mesi. Il bilancio è stato grave con almeno 24 vittime a scala europea, svariati dispersi e danni da miliardi di euro. Per lo meno il miglioramento dei sistemi di previsione, allertamento tempestivo, protezione civile e opere di difesa rispetto ai decenni precedenti hanno ragionevolmente contribuito a scongiurare un esito ancora peggiore in termini di vite umane, in confronto alle inondazioni del 1997 e 2002 in Europa centrale che fecero rispettivamente 100 e 232 vittime”.

 

Ma altri elementi, dicono gli esperti, ci rendono vulnerabili: “La crescente occupazione e artificializzazione del suolo oggi presenta il conto di modalità di sviluppo urbanistico compiute soprattutto dal secondo dopoguerra, spesso irrispettose delle dinamiche naturali e fluviali. I cambiamenti climatici poi, accrescono frequenza e intensità delle precipitazioni intense”. E in questo contesto il dato rilevato all'interno dello studio parla chiaro: “Tramite l'analisi dei dati osservati e simulazioni modellistiche – scrive Smi – il gruppo di ricerca internazionale ha stimato che i cambiamenti climatici di origine umana (incremento di emissioni e concentrazioni di gas serra) oggi hanno raddoppiato la probabilità e aumentato del 7% l'intensità di piogge estreme come quelle di metà settembre in Europa centro-orientale. I ricercatori sottolineano peraltro che questa valutazione è conservativa e probabilmente sottostimata, inoltre un ulteriore incremento di occorrenza e intensità di tali episodi meteorologici è da attendersi negli scenari di futuro riscaldamento globale, già a un livello di +2 gradi centigradi rispetto all'era industriale (oggi siamo a 1.3 gradi)”.

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