Preoccupa la desertificazione bancaria, colpiti i comuni montani. In Trentino il 14% dei paesi e senza sportelli, l'allarme di Uncem: "Le banche se ne vanno"
Secondo l'analisi fatta della Fondazione Fiba di First Cisl, al 30 giugno di quest'anno in Trentino circa il 14% dei comuni era senza uno sportello bancario e il 45% ne aveva solo uno

TRENTO. Aumentano i prelievi di contanti - 1 miliardo di euro al giorno - ma chiudono gli sportelli. Nel nostro Paese, quello della desertificazione bancaria è un problema che sta colpendo soprattutto i comuni montani ma non solo.
A denunciarlo è Uncem, l'Unione nazionale dei comuni montani da tempo in prima linea contro questo fenomeno. “Banche che se ne vanno dai paesi, chiudono fregandosene di istituzioni locali e comunità” spiega in una nota l'associazione.
Secondo l'analisi fatta della Fondazione Fiba di First Cisl, al 30 giugno di quest'anno in Trentino circa il 14% dei comuni era senza uno sportello bancario e il 45% ne aveva solo uno.
“Il 7% della popolazione italiana, vien spiegato dall'Uncem - vive in territori dove non ci sono più agenzie bancarie: record in Piemonte (13,8%), ma il fenomeno è particolarmente marcato nel Mezzogiorno e nelle isole, dove l’11% degli abitanti non ha uno sportello bancario 'sotto casa'. Cresce il rischio di allontanare milioni di soggetti dal circuito legale della finanza e dell’economia”.
Per l'Unione nazionale dei comuni montani, a poco sono serviti anche i tavoli nazionali, al Mef, e le interrogazioni parlamentari. “Siamo come Uncem perplessi di fronte a questa impossibilità della politica, delle istituzioni, di guidare un processo invertendo il trend. Come è stato con Poste Italiane grazie alla legge 158/2017. Come deve essere con le banche, anche ripensando i modelli di erogazione dei servizi. Non basteranno intelligenza artificiale e home banking, in territori alpini e appenninici dove il divario digitale cresce. Si salveranno le banche come le Bcc capaci di essere nei paesi, tra le comunità”.

















