Sicurezza in città, Bolzano pronta a chiedere l'intervento dei militari. L'assessora Mair: "Situazioni straordinarie richiedono misure straordinarie"
Ad essere rilanciato è il progetto “Città sicure”. L'assessora: "Non possiamo più permetterci di aspettare, abbiamo bisogno di misure nel presente, basate sul realismo politico e sulla volontà di agire. I proclami e le sole richieste d'intervento non sono sufficienti”

BOLZANO. “Le forze di polizia, la polizia municipale e gli operatori di strada non dispongono attualmente di risorse sufficienti per disinnescare gli hotspot sociali e ripristinare la sicurezza pubblica. È quindi necessario coinvolgere anche le forze militari. Situazioni straordinarie richiedono misure straordinarie”. Ad affermarlo è stata nelle scorse ore l'assessora provinciale alla Sicurezza e alla prevenzione della violenza, Ulli Mair, in merito al supporto delle forze dell'ordine dei militari per garantire la sicurezza nelle città.
Il tema è stato tratto nel corso dell'ultima Giunta Provinciale. "Oggi, assieme all'assessora Mair – ha affermato il governatore Arno Kompatscher - ho informato il resto della Giunta che è stato assicurato un servizio di supporto, come avviene da anni al confine del Brennero: siamo lieti di questo".
Il dispiegamento di militari dell'Esercito, soprattutto come rinforzo nelle ore serali e notturne, rappresenta, ha spiegato sempre l'assessora Mair “una misura temporanea e straordinaria". "La nostra nuova politica di sicurezza prevede il coordinamento di tutti gli attori disponibili che operano nel settore della sicurezza. Si sta delineando un cambiamento di consapevolezza verso misure politiche concrete, che va accolto con favore" ha continuato l'assessora.
Ad essere rilanciato è il progetto “Città sicure”. “Possiamo naturalmente comprendere – spiega Ulli Mair - la richiesta generale di una forza di polizia locale, ma sappiamo che ciò richiederebbe tempi lunghi dal punto di vista politico. Non possiamo più permetterci di aspettare, abbiamo bisogno di misure nel presente, basate sul realismo politico e sulla volontà di agire. I proclami e le sole richieste d'intervento non sono sufficienti.”












