Un ragazzo aggredisce un medico e danneggia il reparto, paura all'ospedale. Tonina: "In autunno apre l'unità di crisi per adolescenti con gravi sintomi psicologici"
Nelle scorse ore un'altra aggressione all'interno dell'ospedale, questa volta a Trento. L'assessore Mario Tonina: "L'intenzione è di dare una risposta trasversale a una problematica complessa. L'attenzione è massima per adottare le strategie più corrette e fornire le giuste risposte per tutelare il personale sanitario ma anche il paziente"

TRENTO. Un'altra aggressione all'interno degli spazi dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari, un giovane si è scagliato contro un medico e ci sono stati anche dai danni materiali al reparto. Questa volta il grave episodio è avvenuto all'ospedale Santa Chiara di Trento. Una situazione tesa nelle corsie a due settimane circa da quanto avvenuto a Borgo Valsugana.
"E' chiaro che ci sia preoccupazione e agli operatori va la solidarietà", dice l'assessore Mario Tonina. "L'attenzione dell'assessorato e dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari è massima per adottare le strategie più corrette e fornire le giuste risposte per tutelare il personale sanitario ma anche il paziente".
Protagonista dell'episodio è stato un ragazzo che dalle Giudicarie è stato accompagnato a Trento per motivi di gestione del caso. Ma la situazione è sfuggita dal controllo con prima la violenza verbale e poi l'aggressione fisica. "Lavoriamo per il centro di unità di crisi per adolescenti con gravi sintomi psicologici nella zona di Arco - aggiunge Tonina - una struttura che può fornire importanti risposte".
La struttura, che è stata annunciata a ottobre 2022, si estende dal punto di vista progettuale su un'area complessiva di 640 metri quadri con sette posti letto. Un intervento inizialmente da circa 650 mila euro. "Purtroppo - evidenzia Tonina - ci sono stati dei ritardi tra rincari di prezzo e alcuni rallentamenti. Questo centro dovrebbe essere operativo dal prossimo autunno".
E' questione quindi di qualche mese. "L'intenzione è di dare una risposta trasversale a una problematica complessa. Purtroppo il disagio adolescenziale può presentarsi in molti modi ma questa struttura specializzata consentirà di intervenire in maniera più puntuale sui casi che non possono essere gestiti dalla nostra efficiente rete territoriale".
In generale, però, si è trattato di un altro caso ai danni del personale sanitario. Tra le ipotesi di intervento ci sono l'implementazione di pulsanti antipanico, vetri antisfondamento e corsi di "addestramento" per gestire un'aggressione verbale, ma si prevede anche di potenziare il sistema di video sorveglianza.
Il numero di segnalazioni, aveva spiegato a il Dolomiti l'Azienda provinciale per i servizi sanitari, è minore rispetto al resto d'Italia ma non si sottovaluta nulla. "E' già stato fissato un vertice per le prossime ore, una riunione prevista in anticipo rispetto a questo ultimo grave caso", conclude Tonina. "E' stata avviata un'analisi delle strutture per individuare i punti più critici. E' necessario sviluppare le linee direttive per mettere in campo adeguate misure di sicurezza, anche negli ospedali periferici".


















