A Feltre un tavolo di lavoro per aiutare i commercianti del centro: “Fare rete per sostenere le piccole botteghe". Se funziona, modello esportabile in tutto il Veneto
Al via un accordo sperimentale che, da un’iniziativa di Comune di Feltre e Camera di commercio, punta a favorire un gruppo di lavoro per aiutare le attività commerciali e rivitalizzare il centro storico. Diverse le associazioni coinvolte: obiettivo è facilitare l’apertura di nuove attività e contrastare la chiusura di quelle esistenti, supportandole negli adempimenti normativi e burocratici

FELTRE. Al via un accordo sperimentale che, da un’iniziativa di Comune di Feltre e Camera di commercio Treviso-Belluno Dolomiti, punta a favorire un gruppo di lavoro sul territorio per aiutare le attività commerciali e rivitalizzare il centro storico. “Già dall'inizio il nostro programma prevedeva una maggiore sinergia con associazioni di categoria e volontariato proprio in direzione di uno sviluppo diverso per Feltre, nella consapevolezza delle difficoltà del settore commerciale oggi” commenta la sindaca Viviana Fusaro.
Alcuni mesi fa, l’amministrazione si è dunque chiesta come aiutare la crescita di nuove attività, soprattutto le tradizionali botteghe locali sempre più soffocate da e-commerce e grandi centri commerciali. “Siamo consapevoli di queste difficoltà - aggiunge Manuela Bolzonello, dirigente del settore pianificazione del territorio - perciò abbiamo voluto agire lì dove possiamo: creando condivisione e dialogo tra enti e associazioni di categoria”.
L’accordo è arrivato infatti a coinvolgere Ulss 1 Dolomiti con il dipartimento di prevenzione, Appia Cna Belluno, Confartigianato Imprese Belluno e Confcommercio Belluno. Questi soggetti hanno costituito un tavolo di lavoro, guidato da Comune e Camera di commercio, per facilitare l’apertura di nuove attività e contrastare la chiusura di quelle esistenti, supportare le imprese negli adempimenti normativi e burocratici e offrire un servizio coordinato al cittadino.
In pratica, rivolgendosi all’associazione o al Comune, il cittadino che vuole aprire una nuova attività (o fare modifiche a quella che ha già) può ricevere in maniera unitaria tutte le informazioni di cui ha bisogno e far presenti problematiche e ostacoli - che poi sono portati al tavolo per un confronto tra gli enti. Questo permette inoltre, aspetto non secondario, di avere maggiore forza per intervenire eventualmente in Regione, ad esempio rispetto a vincoli e particolari restrizioni.
“L’aspetto principale - prosegue Bolzonello - è il dialogo tra chi sostiene i commercianti e chi deve valutare le domande. Abbiamo già steso una griglia delle diverse normative, così che siano chiari i parametri valutati di volta in volta: ad esempio, per la riapertura di un locale quali standard di qualità richiede l’Ulss, quali i vincoli edilizi o le esigenze dell’ufficio tributi. In tal modo, da un lato il cittadino è indirizzato correttamente senza dover correre tra decine di uffici, mentre noi cerchiamo di aiutare il centro storico. Non possiamo infatti cambiare né le normative né il mercato, ma possiamo riunirci e, dove possibile, farci portavoce anche con la Regione delle esigenze del territorio”. La volontà è quindi di semplificare e di creare un clima di fiducia.
Positivo anche il riscontro delle associazioni. “In un momento di generale difficoltà - osserva Claudia Scarzanella, presidente di Confartigianato Belluno - sia nella propensione all’apertura di nuove attività sia nel tenere aperte quelle presenti, un'azione sinergica può solo essere utile. Anche sedersi attorno a un tavolo e fare il punto su una data problematica è infatti un primo passo per prendere coscienza e affrontare le criticità”.
“Da subito - aggiunge Cristian Sacchet, direttore Appia Cna Belluno - abbiamo accolto con favore una proposta che può rivitalizzare il tessuto economico del territorio. Le aspettative rispetto alle possibili sinergie che un tavolo così strutturato può portare sono alte, e non è affatto scontato che si sia riusciti a farlo”.
In futuro, il progetto potrebbe essere esportato anche in altre città del Veneto. La Camera di commercio ha infatti esortato il Comune a proseguire nell’iniziativa perché, qualora dovesse funzionare, sarà portata avanti in altri territori. “L’auspicio è che siano favorite attività di qualità - conclude Bolzonello - perché per il prodotto canonico il prezzo è fatto dal grande centro commerciale, mentre noi dobbiamo stimolare prodotti locali, di nicchia, sia per i cittadini sia per i turisti, sui quali anche il nostro piano degli interventi ha puntato molto. E questo vuol dire anche promuovere agricoltura e piccolo artigianato”.












