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Vallagarina
21 marzo | 17:27

“Borracce da riempire in bar e ristoranti? L'acqua 'del sindaco' noi la paghiamo: mancato un confronto sull'iniziativa”

A parlare è Stefania Contro, titolare della Caffetteria Bontadi, dopo l'iniziativa lanciata negli scorsi giorni dal Comune di Rovereto per chiedere a bar e ristoranti della Città della quercia di aderire al progetto Refill: “Prima di lanciare un'iniziativa del genere sarebbe stato corretto confrontarsi con i diretti interessati”

ROVERETO. Borracce da riempire con l'acqua in ristoranti, bar e caffè? L'iniziativa lanciata a Rovereto dal Comune non convince gli esercenti: “Non la si può chiamare acqua 'del sindaco' se poi a pagarla siamo noi, con bollette anche decisamente salate”. A parlare è Stefania Contro, titolare della Caffetteria Bontadi in piazza Cesare Battisti ma il sentimento, dice, è comune a molti tra ristoratori ed esercenti della Città della quercia.

 

La proposta lanciata dall'assessore al commercio, Michele Dorigotti, sembrerebbe infatti aver fatto storcere il naso a diversi operatori del settore, raggiunti negli scorsi giorni dalle mail con le quali il Comune stesso invitava ad aderire al progetto Refill Italia per garantire, a chiunque voglia farlo, la possibilità di riempire gratuitamente all'interno dei locali la propria borraccia di acqua.

 

Un'iniziativa, spiegano le autorità della Città della quercia, che mira a “ridurre l'uso delle materie plastiche disseminando sul territorio punti nei quali è possibile approvvigionare le proprie borracce con acqua di rubinetto”. E dopo aver preso piede in molti luoghi pubblici, tra musei teatri e biblioteche, il progetto punta ora a estendersi anche agli esercizi privati. In cambio dell'adesione, si offre l'opportunità “di promuovere il proprio locale sull'applicazione del progetto, oltre a un ritorno d'immagine positivo derivante dal presentarsi come un'attività che si prende cura del territorio diffondendo pratiche eco-sostenibili”.

 

Un 'pacchetto' (all'interno del quale si prevede, tra l'altro, un set di bottiglie o brocche con logo dedicato), che non tiene però conto, dice la titolare della Caffetteria Bontadi, dei costi e delle difficoltà sul piano logistico: “Al di là dell'iniziativa – spiega – a mio avviso ad essere sbagliate sono state innanzitutto le modalità con cui è stato comunicato il progetto. Sarebbe stato necessario confrontarsi con le associazioni di categoria, con i ristoratori e gli esercenti direttamente interessati prima di porci, in sostanza, davanti al fatto compiuto, dando tra l'altro così motivo alle persone di contestare determinate scelte aziendali”.

 

La stessa Contro si è poi confrontata con diversi colleghi negli scorsi giorni, con i quali è stato condiviso un punto centrale: “Perché chiamarla acqua 'del sindaco' quando siamo noi a pagarla? Prima di pensare a un'iniziativa simile è poi necessario ragionare sugli ulteriori costi gestionali e sulle evidenti difficoltà organizzative che comporterebbe”. Un esempio pratico? “Se una comitiva di turisti dovesse presentarsi alla caffetteria chiedendo di riempire le borracce cosa dovrei fare? Fermare l'attività per riempirle a spese nostre?”.

 

“Consideriamo poi – continua – che Rovereto è una città ricca di fontane e un'alternativa si potrebbe quindi trovare facilmente: che si punti piuttosto su una mappa aggiornata e interattiva delle fontanelle pubbliche. Le nostre sono attività commerciali e le difficoltà, oggi, sono già abbastanza: prima di lanciare un'iniziativa del genere, torno a dire, sarebbe stato corretto confrontarsi con i diretti interessati”.

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