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Trento
01 giugno | 10:03

"Che schifo e che gente che gira. Una puzza insopportabile". Poi la raccapricciante scoperta: i resti di un capriolo sono stati gettati in un bidone dell'organico in paese

Al momento dell'apertura da parte di chi, non potendo più sopportare l'odore che si diffondeva, ecco la scoperta raccapricciante: i resti di un povero capriolo, in stato di evidente decomposizione, erano stati gettati all'interno di un bidone a Centa San Nicolò, frazione del comune dell'Altopiano della Vigolana

Che schifo e che gente che gira

ALTOPIANO DELLA VIGOLANA. "Che schifo e che gente gira… Ammazzi un povero animale e lo butti nel cestino che si sente una puzza…".

 

La denuncia arriva sui social e, a corredo, una foto assolutamente esplicativa. Da quel bidone, utilizzato tutti i giorni dai cittadini, arrivava una puzza insopportabile e assolutamente "innaturale", anche se il contenitore dal quale proveniva era quello dedicato ai rifiuti organici, di solito i più maleodoranti.

 

Al momento dell'apertura ecco la scoperta raccapricciante: i resti di un povero capriolo, in stato di decomposizione, erano stati gettati all'interno di un bidone a Centa San Nicolò, frazione del comune dell'Altopiano della Vigolana.

 

Non si sa se chi ha compiuto quello che è un gesto becero e anche vietato dalla legge, abbia deciso di smaltire - a modo proprio - i resti dopo aver macellato l'animale, oppure se l'ungulato sia stato già trovato senza vita.

 

Le regole per il corretto smaltimento di carcasse e sottoprodotti derivati dalla macellazione sono chiarissime e prevedono di affidarsi ad aziende specializzate, che poi provvedono ad eliminarli secondo quanto previsto dalla legge. Tre sono le categorie e, alcuni dei sottoprodotti possono essere eliminati esclusivamente a mezzo incenerimento.

 

Le carcasse animali rientrano in due diverse categorie (bovine, ovine, caprine e animali da compagnia nella categoria 1, equine, suine, avicole e cunicole nella categoria 2) e non possono essere mai smaltite in autonomia.

Tantomeno gettandole in un bidone nel quale confluiscono i rifiuti "normali" prodotti dai cittadini. Un comportamento anche pericoloso perché, così facendo, il rischio di attirare gli animali selvatici in zone popolate è più che concreto.

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