Città sempre più inclusiva, inaugurati nuovo Belvedere e palazzo ex Migliorini: rinvenuti durante gli scavi anche i resti del castello della città
Inaugurati in città il palazzo ex Migliorini dopo i lavori di ristrutturazione e il nuovo Belvedere: il primo è stato riqualificato e dotato di una rampa di accesso e di nuovo ascensore, il secondo recuperato e valorizzato anche sotto l'aspetto storico

BELLUNO. Inaugurati il nuovo Belvedere e palazzo ex Migliorini dopo i lavori di ristrutturazione. Sede dell’ufficio tecnico del comune, il palazzo è stato completamente riqualificato e dotato di una rampa di accesso, oltre a un nuovo ascensore. Per il Belvedere, invece, la riqualificazione ha restituito alla città un nuovo punto di accesso e panoramico. Due i principali significati dell'intervento: il superamento delle barriere architettoniche nell’accesso agli uffici pubblici e la valorizzazione del Belvedere, recuperato mantenendo la qualità dell’ambito storico.
“Credo che il cantiere del Belvedere sia davvero ben riuscito. Ormai - commenta il sindaco Oscar De Pellegrin - non si riusciva più a passare perché le radici degli alberi avevano alzato il marciapiede. Oggi invece abbiamo un magnifico scorcio sul Piave e già apprezzato da molti, vista la frequente presenza di giovani, di persone in pausa pranzo o di chi si ferma semplicemente per una foto. Allo stesso tempo abbiamo pensato a chi lavora negli uffici del palazzo, reso un ambiente nuovo, senza muffe e con infissi adeguati. Lo scivolo all’ingresso, utilizzato da tutti, rappresenta inoltre un grande messaggio sulla fruibilità che sia tale non solo per le persone con disabilità ma per chiunque, in linea con la nostra visione di una città sempre più inclusiva”.

I lavori al palazzo ex Migliorini, realizzati in tre stralci, sono stati finanziati con fondi statali per le piccole opere (390 mila euro) e co-finanziati dal Comune (120 mila euro), per un totale di 510 mila euro. Diverse le ditte del territorio coinvolte e i lavori fatti: integrale rifacimento della copertura (ditta Terna di Pieve di Soligo), nuovi scuri in legno (ditta Zannoni di Sernaglia della Battaglia) e nuovi serramenti (Teknus Infissi di Belluno), nonché pittura degli esterni (D’Incà di Ponte nelle Alpi) e restauro delle parti in pietra. Ultima in ordine di tempo è stata l’installazione dell’ascensore (Electro-Lift di Belluno), in sostituzione del precedente fermo da più di dieci anni. A questo intervento si è affiancato poi l’abbattimento delle barriere architettoniche tra piazza ed edificio (progetto “Piazza Castello-Belvedere: riqualificazione urbana di aree pubbliche in centro storico”), possibile grazie a un finanziamento Pnrr di 300 mila euro.
Alberto Zanon, progettista e direttore dei lavori di riqualificazione, sottolinea il valore complessivo dell’area: “Si tratta di un piccolo ambito, ma simbolico per la città perché qui si concentra la parte ecclesiastica, con il Duomo, e quella di carattere pubblico, con le sedi delle istituzioni locali. Ci sono poi il grande valore sia paesaggistico, grazie allo scorcio unico sul Piave, sia storico, per la presenza dei resti del vecchio castello medievale di Belluno. È quindi la dimostrazione che anche con piccole opere del Pnrr si riescono a valorizzare realtà importanti per una città e magari da tempo abbandonate o in degrado”.

Durante i lavori esterni, svoltisi tra aprile e dicembre, l’impresa "Il Mattone" di Alessandro Masocco ha inoltre rinvenuto ulteriori reperti storici del castello. “Dopo aver avvertito un archeologo, siamo riusciti a scavare tre metri in profondità - racconta Zanon - e trovare le vecchie mura, nonché le aperture e un vano di accesso al castello dalla parte est, con addirittura delle pareti affrescate di rosso e delle cornici. La professionalità dell’impresa va senz’altro valorizzata perché ha permesso il ritrovamento, che è stato adeguatamente documentato con fotografie e atti poi passati alla Soprintendenza: documenti certamente significativi per capire il patrimonio storico del nostro paese”.












