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Trento
18 aprile | 06:00

Dispositivi visivi con infrarossi e acustici nei pascoli contro lupi e orsi, il nuovo progetto del Parco Adamello Brenta. Ferrazza: "Partiremo in estate con la sperimentazione"

L'obiettivo è quello di migliorare la coesistenza fra le pratiche di montagna e la presenza dei grandi carnivori, lupi e orsi. Il progetto sarà sperimentato la prossima estate su due malghe, a Bocenago e a Massimeno, con l'installazione di un recinto dotato dei sensori che potranno far attivare dissuasori luminosi e acustici. L'intervento è stato sviluppo con risorse interne del Parco Adamello Brenta 

 TRENTO. Favorire la coesistenza tra le attività zootecniche e i grandi carnivori. E' questo l'obiettivo pensato e messo in campo dal Parco Adamello Brenta assieme alla collaborazione dell'associazione Cacciatori e  Allevatori e il Dipartimento foreste e fauna della Provincia, con un nuovo progetto che prenderà il via questa estate.

 

L'intervento consiste nell'attivazione di alcuni dissuasori per grandi carnivori attraverso il posizionamento di rilevatori visivi e acustici nei recinti dei pascoli per tenere lontani lupi e orsi. “Si tratta di un’iniziativa – spiega Walter Ferrazza, presidente del Parco Naturale Adamello Brenta - innovativa, sviluppata con risorse interne, che si inserisce nel più ampio solco delle attività già in corso per garantire un equilibrio sostenibile tra la presenza del lupo e il rispetto delle pratiche di montagna”.

 

Per capire meglio il tema delle predazioni in Trentino servono dei dati. Secondo quelli che arrivano da Ispra del 2022, dalla Conferenza d’informazione sui Grandi Carnivori del 2024, dal Rapporto Grandi Carnivori 2023 curato dal Servizio faunistico della Provincia di Trento, e dal lavoro prodotto dal Muse nell’agosto 2023 dal titolo “Predazioni da lupo sul bestiame domestico in provincia di Trento: analisi delle dinamiche e delle strategie di prevenzione" è possibile fare una fotografia alla situazione sul nostro territorio.

 

Da questi dati emerge che gli ovicaprini rappresentano la tipologia di bestiame più frequentemente coinvolta negli eventi di predazione registrati (64%), seguiti dai bovini (26%), di cui i giovani sotto i 15 mesi costituiscono la classe d’età maggiormente colpita (67% dei bovini predati). In media si tratta di circa 1,2 capi compromessi per evento di predazione per quanto riguarda i bovini e 5,4 capi per evento per gli ovicaprini. Gli animali da allevamento predati dal lupo ogni anno si aggirano intorno allo 0,6% del bestiame complessivo monticato (0,8% per ovicaprini e per equini, 0,1% per i bovini).

 

Il progetto pilota messo in campo dal Parco Adamello Brenta vede inizialmente due malghe coinvolte che si trovano a Massimeno e a Bocenago. “Ci sarà il posizionamento di alcuni rilevatori visivi nei recinti dei pascoli – spiega Ferrazza - che possono rilevare la presenza di un grande carnivoro ed inibire la sua azione nei confronti degli animali al pascolo attivando segnali luminosi e acustici”.

 

 Il sistema al momento non riesce a discriminare la presenza di un lupo o di un orso rispetto alla presenza di un altro animale o essere umano e quindi il sistema acustico e luminoso si attiva anche se ad essere rilevato è un cane oppure un ungulato o una persona. “Su questo aspetto – ha spiegato il direttore del Parco – sono in corso ancora degli studi”. Attorno al recinto verranno posizionate anche delle fototrappole che avranno la funzione di identificare l'animale che si avvicina al pascolo e studiare poi il comportamento che assume all'attivazione dei segnali dissuasori.

 

“Lo scopo – continua Ferrazza – è quello di interrompere l’approccio del predatore verso il bestiame al pascolo. Vedremo se questo progetto pilota che metteremo in campo nel corso dell'estate funzionerà e questa sperimentazione servirà anche per capire in che termini è possibile replicarlo su tutte le zone presenti sul nostro territorio e che hanno questo tipo di difficoltà”.

 

La sperimentazione rientra, come già detto, nel progetto più grande di coesistenza fra essere umano e grandi carnivori messo in campo dal Parco Adamello Brenta e che comprende, fra le altre cose, anche diverse attività di comunicazione e di studio. “Lo stanziamento deciso è di diverse decine di migliaia di euro. Stiamo concludendo di scrivere il progetto proprio in queste settimane dopo l'ok di alcuni allevatori” ha chiarito Walter Ferrazza. “Per questa sperimentazione – conclude – l'allevatore non deve sostenere nessun costo. Vedremo come questo progetto funzionerà e quali saranno i benefici che porterà all'interno del sistema".  

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