Emergenza pensionamenti: 70.000 lavoratori da sostituire in 15 anni. L'allarme sul mercato del lavoro in Alto Adige: "Serve rafforzare le politiche attive"
Per l'economia altoatesina, questo deflusso di manodopera si traduce in una necessità sempre crescente di sostituire lavoratori qualificati in tutti i settori

BOLZANO. “Nei prossimi 15 anni il nostro mercato del lavoro dovrà far fronte a 70 mila pensionamenti” a dirlo è l'assessora provinciale al Lavoro Magdalena Amhof nel descrivere i profondi cambiamenti demografici nel mercato del lavoro, che si riflettono in un forte aumento del numero di pensionamenti.
Per l'economia altoatesina, questo deflusso di manodopera si traduce in una necessità sempre crescente di sostituire lavoratori qualificati in tutti i settori.
Le stime dell'Ufficio Osservazione mercato del lavoro illustrano la portata dell'imminente cambiamento. “Attualmente – ha spiegato il direttore della Ripartizione Servizio Mercato del lavoro, Stefan Luther - i datori di lavoro altoatesini devono sostituire ogni anno circa 3.000 persone che vanno in pensione. Questa cifra salirà a 4.000 all'anno in cinque anni e raggiungerà addirittura i 5.000 pensionamenti all'anno in dieci anni”.
Luther sottolinea il drastico aumento: “Mentre negli ultimi 15 anni abbiamo avuto circa 35.000 pensionamenti, nei prossimi 15 anni il nostro mercato del lavoro dovrà far fronte a 70.000 pensionamenti”.
Un cambiamento importante che necessità di nuove politiche attive. “Possiamo permetterci sempre meno che alcuni gruppi di popolazione non partecipino al mercato del lavoro o lo facciano solo in parte”, sottolinea Amhof. “Buone condizioni di lavoro, un sostegno mirato alle imprese e alle persone in cerca di lavoro e servizi di alta qualità per il mercato del lavoro altoatesino sono tutt'altro che fini a se stessi, ma sono urgentemente necessari".













