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Trento
23 giugno | 12:53

"Governo Meloni riporta Italia indietro di 15 anni", Coppola su abbattimento in deroga di 800 mila uccelli selvatici: "Rischio di nuove procedure di infrazione da parte dell’Ue"

La consigliera provinciale di Avs interviene sulla decisione della Conferenza Stato-Regioni di autorizzare l'abbattimento in deroga di 800 mila tra fringuelli e storni: "Scelta irresponsabile che espone l’Italia a nuove procedure di infrazione da parte dell’Ue, con pesanti sanzioni economiche e potenziali danni erariali per chi approverà queste deroghe illegittime"

"Governo Meloni riporta Italia indietro di 15 anni", Coppola su abbattimento in deroga di 800 mila uccelli selvatici
di Redazione

TRENTO. "La decisione di autorizzare l’abbattimento in deroga di oltre 800 mila uccelli selvatici, tra fringuelli e storni, rappresenta un gravissimo passo indietro nella tutela della biodiversità" queste le parole della consigliera provinciale di Alleanza Verdi e Sinistra Lucia Coppola, che critica duramente la scelta presa dalla Conferenza Stato-Regioni, con delibera approvata lo scorso 12 giugno.

 

Nella nota diffusa da Coppola viene sottolineato come la decisione rappresenti "una violazione palese" della Direttiva Uccelli del 2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio. "Si tratta – prosegue la consigliera provinciale – di una scelta irresponsabile che espone l’Italia a nuove procedure di infrazione da parte dell’Unione europea, con pesanti sanzioni economiche e potenziali danni erariali per chi approverà queste deroghe illegittime".

 

Ad essere specificato è come nel 2023 un europarlamentare verde, Andrea Zanoni, fosse riuscito a bloccare le cacce in deroga grazie a un lavoro di squadra con le associazioni ambientaliste e animaliste, e a un dialogo costante con i funzionari della Commissione europea e con l’allora commissario all’ambiente Janez Potočnik. "Oggi invece – tuona Coppola – il Governo Meloni riporta l’Italia indietro di 15 anni, assecondando le pressioni delle lobby venatorie".

 

E poi il punto sull'effetto "pratico" della decisione presa: "Per il 2025 la Conferenza Stato-Regioni ha approvato l’abbattimento in deroga di 581.302 fringuelli e 230.379 storni, suddivisi tra le regioni italiane in base al numero di cacciatori".

 

E poi il punto regione per regione, e sulla provincia di Trento: al Veneto sono stati assegnati 70.123 fringuelli e 29.842 storni, alla Lombardia 97.637 fringuelli e 41.552 storni, alla Toscana 119.847 fringuelli, al Lazio 83.792 fringuelli e 35.660 storni, all’Umbria 49.795 fringuelli e 21.192 storni, alle Marche 34.608 fringuelli e 14.728 storni, alla Liguria 25.984 fringuelli e 11.058 storni, all’Abruzzo 19.317 fringuelli e 8.221 storni, all’Emilia-Romagna 23.062 storni e infine alla Puglia 16.256 storni. Per quanto riguarda invece la Provincia autonoma di Trento, si parla di 12.829 fringuelli.

 

La deroga prevista dalla Direttiva Uccelli, viene rimarcato, "può essere attivata solo in casi eccezionali, per piccole quantità, e solo se non esistono alternative praticabili. Inoltre la Corte di Giustizia Ue ha già condannato l’Italia nel 2010 per l’uso improprio di queste deroghe"

 

Lucia Coppola sviluppa poi la riflessione, spiegando come non si possa giustificare la caccia a fringuelli e storni "con motivazioni vaghe o con le tradizioni" e come la Corte europea "ha chiarito che la tradizione non può prevalere sulla conservazione dell’avifauna". Ad essere spiegato è poi come le deroghe richiamate nell’atto della Conferenza Stato e Regioni relative alla lettera c dell’articolo 9 "sono uno strumento abusato per troppe volte e per questo censurato da sempre dall’Ue", con il loro utilizzo attuale è pertanto giuridicamente insostenibile.

 

"Chi approverà queste deroghe si assumerà la responsabilità di violare il diritto europeo – conclude la nota diffusa dalla consigliera provinciale – con il rischio concreto di una nuova procedura d’infrazione e possibili conseguenti danni erariali a carico dei soggetti che le autorizzeranno a livello regionale e provinciale. Come Alleanza Verdi e Sinistra ci opporremo in tutte le sedi a questa deriva filo-venatoria che calpesta la legalità, la tutela della fauna selvatica e l’articolo 9 della Costituzione italiana che tutela la biodiversità".

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