"Il Veneto dà l'ok a commemorare tutti i fucilati della Grande Guerra? Sfregio a chi, restando a fianco dei propri compagni, non disertò, non uccise, non rubò e non violentò"
Dopo l'approvazione del progetto di legge per la commemorazione dei fucilati durante la Prima Guerra Mondiale, la riflessione dell'avvocato Andrea Tirondola: "L’intento di questo atto è chiarissimo: mettere sullo stesso piano chi violò la legge e il dovere verso la Patria con chi invece si comportò degnamente"

VENEZIA. “Oltre a essere un nonsenso storico e giuridico, questa legge è anzitutto un’offesa per i combattenti onesti, i primi a essere traditi da chi lasciò un vuoto in trincea: uno sfregio a chi restando a fianco dei propri compagni non disertò, non si rivoltò, non uccise, non rubò, non violentò”.
Queste le parole - che non celano amarezza e sdegno - dell'avocato Andrea Tirondola, esperto e conoscitore di storia, che - dopo aver già preso posizione sulla questione nelle scorse settimane (QUI ARTICOLO) - sceglie di commentare con una nota l'approvazione, da parte del Consiglio Regionale del Veneto (35 sì, 4 no) del progetto di legge per commemorare i soldati fucilati sommariamente durante la Prima Guerra Mondiale.
Ma facciamo prima un passo indietro, spiegando i dettagli del progetto di legge “Disposizioni per la ricerca storica sulle fucilazioni e la commemorazione dei fucilati durante la Prima Guerra Mondiale nel territorio della Regione Veneto”, il cui primo firmatario è il presidente del Consiglio Regionale Roberto Ciambetti.
L’iniziativa legislativa, specifica una nota della Regione, “è volta ad approfondire quanto avvenne nell’esercito italiano durante la Grande Guerra, con particolare riguardo alla condizione dei militari vittime di decimazioni e di esecuzioni sommarie, a promuovere e sostenere le iniziative di ricerca storica sulle fucilazioni di appartenenti alle forze armate italiane avvenute nel territorio regionale durante il primo conflitto mondiale e la commemorazione dei militari fucilati, nonché a istituire, su tali questioni, una Giornata regionale, un Albo e una Consulta per la ricerca storica”.
E sono proprio alcuni aspetti della legge a non “andare giù” all'avvocato Andrea Tirondola.
“Il Consiglio Regionale ha approvato una legge che si propone di commemorare i fucilati ingiustamente della Grande Guerra e restituire loro l’onore. E già non si capisce cosa significhi ingiustamente, se rispetto ai parametri giuridici o morali, e se di oggi o di allora. In realtà l’intento di questo atto è chiarissimo: mettere sullo stesso piano chi violò la legge e il dovere verso la Patria con chi invece si comportò degnamente. Nel dibattito, in cui diversi consiglieri si sono esibiti in spaventose castronerie storiche e giuridiche, lo hanno affermato gli stessi relatori”.
L'avvocato riassume poi alcune di queste dichiarazioni dei consiglieri: “Il primo, della Lega, ha affermato che la categoria dell’eroismo è ridicola. La seconda, del Pd, ha detto che è giusto disertare se la Patria ti manda in una 'guerra sbagliata'. Chissà che ne avrebbe detto il tenente Pertini”. Ad essere criticato anche il fatto che queste frasi non siano state stigmatizzata dal presidente Ciambetti, "guarda caso, primo firmatario della legge e già promotore, assieme a Provincia e ai comuni della Valle dell’Agno, dell’apposizione di una targa, al passo di Campogrosso, che onora tutti i fucilati, senza distinzioni”.
“Con quale diritto – prosegue Tirondola – chi ha votato questa legge e appone queste targhe si presenterà, magari sfoggiando il cappello alpino, alle cerimonie sui sacrari in memoria dei caduti? Tanto l’eroismo è 'ridicolo' e chi ha combattuto ed è morto è meno che un fesso: tanto valeva disertare o uccidere i superiori, anzi sarebbe stato meglio. Con quale faccia costoro andranno a un giuramento militare, quando si fa apertamente l’apologia di reati tuttora previsti dall’ordinamento, come la diserzione o la rivolta, additando ad esempio chi li ha commessi? La legalità, i valori di disciplina e l'onore propri del giuramento sono evidentemente carta straccia. Questa è la lezione etica del Consiglio Regionale: chi viola la legge va onorato, gli eroi sono ridicoli”.
“Oltre a essere un nonsenso storico e giuridico – spiega Tirondola – questa legge è anzitutto un’offesa per i combattenti onesti, i primi a essere traditi da chi lasciò un vuoto in trincea: uno sfregio a chi restando a fianco dei propri compagni non disertò, non si rivoltò, non uccise, non rubò, non violentò. A loro dobbiamo chiedere scusa, a chi meritò quell’onore che impropriamente questa legge vuole restituire, senza avere alcun titolo per disporne”.


















