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| 12 giu 2025 | 16:11

Incredibile al museo, si siedono sulla sedia "Van Gogh" ricoperta di Swarovski e sfondano l'opera d'arte: ecco il video

I due turisti volevano scattare una "foto a effetto" ma quando l'uomo si è seduto l'opera d'arte ha ceduto, ecco il video dell'incredibile vicenda

Incredibile al museo, si siedono sulla sedia "Van Gogh" ricoperta di Swarovski e sfondano l'opera d'arte: ecco il video

VERONA. Ha dell'incredibile quello che è successo a Palazzo Maffei, museo che raccoglie opere d'arte e capolavori che abbracciano duemila anni di storia nel cuore di Verona: un turista si è infatti seduto sulla sedia "Van Gogh", opera di Nicola Bolla rivestita cristalli Swarovski, e l'ha sfondata (VIDEO SOTTO). Il tutto sotto gli "occhi" delle telecamere. La ragione del folle gesto? Portarsi a casa una foto ad effetto.

 

A raccontare attraverso i social quanto accaduto, con tanto di video, è direttamente il museo veronese attraverso le parole della direttrice Vanessa Carlon che lo definisce "l'incubo per eccellenza di ogni museo", sottolineando che "quello che avete visto sarebbe ridicolo, se non fosse accaduto realmente".

 

La vicenda viene poi spiegata nel dettaglio, attraverso le immagini che sono chiarissime: attesa l'uscita degli addetti alla sorveglianza, un uomo e una donna hanno voluto scattare una foto "ad effetto", sedendosi sull'opera d'arte. Questa al primo "giro" ha retto, ma quando l'uomo si è appoggiato sulla seduta questa ha ceduto, rompendosi.

Il museo specifica come si sia trattato di un "gesto irresponsabile" che ha causato gravi danni ad un'opera delicatissima e interamente rivestita di centinaia di cristalli Swarovski, che fortunatamente è stata riparata. "Per giorni non abbiamo saputo se sarebbe stato possibile restaurarla – si legge – ma ce l'abbiamo fatta".

 

E poi la spiegazione della scelta di divulgare il video dell'assurda vicenda: "Condividiamo questo episodio non solo per dovere di cronaca, ma per dare avvio a una vera campagna di sensibilizzazione sul valore dell’arte e sul rispetto che le è dovuto".

 

I ringraziamenti di Palazzo Maffei vanno poi alle forze dell’ordine, al dipartimento di sicurezza del museo e alle restauratrici, "il cui lavoro prezioso ha permesso il recupero dell’opera".

 

E il pensiero ai visitatori. "Un grazie speciale a tutti voi che ogni giorno attraversate le sale del museo con cura, attenzione e meraviglia – chiosa il post – perché l’arte non è solo da vedere: è da amare, è da proteggere". Apparrebbe scontato, aggiungiamo noi, ma a quanto pare non è sempre così.

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