Intelligenza artificiale e scuola, l'ex ministra Carrozza: "Con i riassunti e le analisi di ChatGpt chi leggerà in futuro i libri? E chi li scriverà?". La discussione a Ia Coscienza 2025
L'ex ministra dell'Istruzione, dell'università e della ricerca, Maria Chiara Carrozza, è nel gruppo di sei relatori che il 4 ottobre indagheranno il legame tra sistemi di intelligenza artificiale e coscienza nell'ambito di Ia Coscienza 2025, l'evento organizzato dal neo-costituito Comitato Coscienza

TRENTO. Filosofia, scienza, tecnologia, programmazione futura, politica – nel senso più ampio del termine. Sono moltissimi gli ambiti che il 4 ottobre si toccheranno a Trento in occasione di Ia Coscienza 2025, l'evento gratuito organizzato dal neo-costituito Comitato Coscienza all'Auditorium Santa Chiara, per indagare il legame tra sistemi di intelligenza artificiale e coscienza insieme a sei grandi esperti di livello internazionale.
In avvicinamento all'appuntamento – già sold out tra l'altro: gli organizzatori stanno lavorando per aprire una seconda sala e ospitare così le molte persone che non hanno trovato posto all'Auditorium. L'intero evento sarà comunque trasmesso in diretta streaming - il Dolomiti ha realizzato una serie di approfondimenti (Qui e Qui Articolo) insieme ad alcuni dei protagonisti dell'iniziativa, raccontandone gli obiettivi e anticipando alcuni dei temi chiave. E tra questi non mancherà una delle questioni più discusse quando si parla di Ia: il rapporto tra i sistemi generativi e l'educazione delle nuove generazioni.
A discuterne sarà in particolare Maria Chiara Carrozza, già presidente del Cnr, rettrice della Scuola superiore di Sant'Anna e ministra dell'Istruzione, dell'università e della ricerca. Insieme agli altri relatori – Giulio Tononi (professore di Psichiatria e direttore del Wisconsin Institute for Sleep and Consciousness), Federico Faggin (fisico, inventore, imprenditore e scrittore), Marcello Massimini (medico e neuroscienziato, professore di Neurofisiologia all’Università di Milano), Roberto Battiston (professore di Fisica sperimentale all’Università di Trento e già presidente dell’Asi) e Paolo Traverso (direttore della Pianificazione strategica alla Fondazione Bruno Kessler), modererà la giornalista del Sole 24 Ore Rosalba Reggio – Carrozza toccherà infatti due spunti fondamentali: il progresso della robotica umanoide e l'influenza dell'Ia generativa sulla abilità cognitive dei bambini in fase di sviluppo.
Un tema, quest'ultimo, che richiede necessariamente ragionamenti di ampio respiro a livello politico e organizzativo: “Le mie valutazioni – spiega Carrozza – partono dallo sviluppo cognitivo dei più piccoli e dai potenziali effetti che l'uso di strumenti di intelligenza artificiale potrebbero avere sulle loro capacità di comprensione, di ragionamento. Tutte tematiche strettamente legate alla coscienza e alla percezione di sé, all'espressione di volontà, di libertà individuale”.
L'utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale generativa – ChatGpt per intenderci – porta infatti a una chiara riduzione della fatica necessaria nel rapportarsi proprio all'elemento di comprensione: “Oggi per esempio – continua l'ex ministra – bambini e ragazzi spesso usano questi sistemi per fare i compiti al posto loro. Il mondo cognitivo, in altre parole, è cambiato: la scuola no. Non ha sviluppato un metodo che tenga conto di questi sviluppi, che vengono alternativamente proibiti o problematizzati senza arrivare a una posizione definitiva”. E i potenziali effetti, se non adeguatamente compresi e governati, possono essere problematici.
“Prendiamo ad esempio un oggetto culturale comune – spiega l'esperta – come un libro. Se le nuove generazioni si convinceranno che la lettura di un libro, e di conseguenza il suo studio, verranno in qualche modo gestiti dall'intelligenza artificiale, che metterà loro a disposizione sintesi e spiegazioni specifiche, chi leggerà i libri? E chi li scriverà? Come persone noi siamo definiti non solo dalla nostra esperienza sociale, ma anche da elementi di studio e culturali comuni. In futuro insomma i ragazzi leggeranno ancora dei libri?”.
Alla distopia della domanda qualcuno potrebbe contrapporre un ottimismo di stampo 'quantitativo': non si leggeranno magari libri per intero, ma si avrà a disposizione una libreria 'in pillole' di proporzioni enormi. Nel mondo culturale-cognitivo però, ragionamenti del genere mancano inevitabilmente il punto fondamentale: la necessità della fatica.
“Se pensiamo a una fabbrica – conclude Carrozza – è certamente positivo pensare di sostituire il lavoro umano nelle mansioni più pericolose e più faticose: permetto agli addetti di avere ruoli diversi, più sicuri, di controllori più che di esecutori. Nell'ambito delle abilità cognitive è però diverso: in un luogo di educazione come la scuola, la fatica è un elemento centrale. Hegel parlava della 'fatica del concetto', ecco: per potenziare gli ambiti cognitivi è necessario fare fatica, allenarsi. Guardando al futuro sono comunque ottimista sulla possibilità di trovare una quadra su questi temi proprio perché ci sono eventi come questo nel quale discuterne. Però oggi devono occuparsene tutti, politica in primis”.
Di questo e di tanto altro si discuterà all'Auditorium Santa Chiara per l'edizione zero di questo nuovo appuntamento, che il Comitato Coscienza – fondato da Marco Scartezzini, di Liber Group, dall'avvocato Franco Larentis, dal dottor Pasquale Mazza e da Corrado Tononi, che coordina il gruppo di lavoro e cura la regia dell'evento – proporrà ogni anno a Trento in un approfondimento verticale, e aperto alla cittadinanza, su temi di stretta attualità e rilevanza. Oltre al sostegno morale e logistico delle istituzioni, ben 22 aziende del territorio hanno contribuito direttamente alla realizzazione di una tavola rotonda di altissimo livello – e al termine della quale si redigerà la “Carta di Trento”, un sintetico documento per presentare alla comunità scientifica internazionale i ragionamenti e le conclusioni raggiunte.













