Gesù bambino tra gli androidi, il presepe che scuote le coscienze: l’intelligenza artificiale promette futuro, ma senza cuore rischia di rubare libertà, relazioni e umanità
Un messaggio lanciato anche quest'anno dal presepe realizzato dall'associazione Oratorio del Santissimo e che si trova sul sagrato della chiesa in corso Tre Novembre a Trento. “In questo Natale il figlio di Dio si fa uomo anche per smascherare il frutto dell’ingegno umano che si fa Dio. La venuta di Gesù bambino ci ricorda che l’uomo è in grado di usare l’intelligenza senza perdere il cuore, di creare senza dominare, di innovare senza escludere, di cercare il futuro senza dimenticare il passato”

TRENTO. Il pericolo non è la tecnologia in sé, ma quando essa pretende di sostituirsi all’uomo invece di affiancarlo. C'è un'intelligenza artificiale al servizio dell'uomo orientata al bene comune e un'intelligenza artificiale che è autoreferenziale, guidata da profitto e controllo, capace di condizionare scelte, relazioni e libertà.
Questi alcuni dei concetti racchiusi nel messaggio che quest'anno vuole mandare il presepe realizzato dall'associazione oratorio del Santissimo in corso Tre Novembre. Un presepe che, come gli scorsi anni, vuole far riflettere su tematiche importante al centro della vita di ognuno di noi.
Quest'anno davanti al portone della Chiesa c'è la scena centrale della Natività con Giuseppe, Maria e Gesù Bambino. Accanto a loro tre cartelloni, due raffigurano degli androidi e un terzo riporta la scritta: “ChatGpt: Hai bisongo di altri suggerimenti?”. Il tema, come già detto, è quello dell’intelligenza artificiale e del progresso tecnologico.
Qui la spiegazione del presepe
“Nel silenzio della notte di Betlemme – viene spiegato dall'associazione che ha realizzato il presepe - Dio entra nella storia nei panni di un bambino, rivelando che il cuore della salvezza non sono il potere, l’efficienza e il controllo, ma l’amore gratuito, la semplicità, la fiducia. Dio non viene al mondo per portare soluzioni immediate, per imporre la sua potenza o per promettere efficienza. Viene al mondo per insegnarci che la speranza non nasce dal controllo, ma dall’abbandono; non dalla forza, ma dalla fragilità; non dalla manipolazione ma dalla cura; non dal fare, ma dall’essere amati”.
Oggi, prosegue l'associazione Oratorio del Santissimo, siamo sempre più attratti da promesse di speranza che provengono dalla tecnica: l’intelligenza artificiale promette di alleviare la fatica, di curare meglio le malattie, di accedere ad ogni tipo di informazione, di costruire un futuro più giusto.
Nell’orizzonte della storia accanto alla speranza cristiana si fa sempre più spazio quella tecnologica. La prima guarda all’eterno, alla trasformazione del cuore e alla promessa che il dolore e la morte non avranno l’ultima parola. La seconda guarda al futuro, alla trasformazione della realtà, alla promessa che il dolore cesserà. La prima indica che non siamo soli, la seconda che possiamo fare tutto se rimaniamo umani.
“L’intelligenza umana – viene spiegato - è in grado di creare strumenti sempre più potenti, capaci di apprendere, calcolare, prevedere, definire orizzonti di speranza. Ma questa speranza, se non è veritiera, può diventare illusione; se non è orientata, può smarrire l’uomo. Il rischio di una così grande quantità di dati è quello di conoscere tutto ma non capire più niente; di ricordare tutto, ma dimenticarne il senso; di trovare tutto, ma non sapere più cosa cercare”.
Ecco allora che c’è un’intelligenza artificiale dal volto umano, che opera al servizio del bene comune, che si ispira a criteri etici e promuove la dignità umana, rendendo più efficaci e rapidi numerosi servizi. Ma ci sono anche forme di intelligenza artificiale autoreferenziali e manipolative, dominate da logiche di efficienza, di controllo e di profitto, capaci di condizionare opinioni e scelte. Tali algoritmi rischiano di ledere la dignità umana, le libertà e le relazioni sociali, perché, invece di affiancare e potenziare l’uomo, finiscono per manipolarlo e sostituirlo.
“In questo Natale il figlio di Dio si fa uomo anche per smascherare il frutto dell’ingegno umano che si fa Dio. La venuta di Gesù bambino ci ricorda che l’uomo è in grado di usare l’intelligenza senza perdere il cuore, di creare senza dominare, di innovare senza escludere, di cercare il futuro senza dimenticare il passato”.
Ci ricorda inoltre, conclude il testo di spiegazione del presepe, che ci sono aspetti fondanti della vita umana, che l’intelligenza generativa non sarà mai in grado di generare. Ci ricorda che, di fronte a strumenti di controllo e di condizionamento sempre più potenti, è necessario avere cuori saldi, orientati alla giustizia, alla pace e alla promozione umana, perché il vero progresso non è crescere in potenza ma crescere in umanità.













