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Trento
24 settembre | 11:54

Ia Coscienza 2025, Battiston: "Abbiamo aperto la cassaforte del nostro sapere all'intelligenza artificiale, ma i sistemi come ChatGpt sono 'potenti', non 'intelligenti'"

Ia Coscienza 2025 si avvicina e il Dolomiti ha sentito due dei protagonisti dell'iniziativa: Marco Scartezzini, presidente di Liber Group e membro fondatore del comitato organizzatore, e Roberto Battiston, tra i relatori che discuteranno il 4 ottobre all'Auditorium Santa Chiara. "Si tratta di un'idea nata dal basso - dice Scartezzini - come proposta di un evento di formazione e informazione aperto alla cittadinanza"

TRENTO. Oltre 600 prenotazioni, Auditorium Santa Chiara sold out – con quasi 300 iscritti in lista d’attesa, tanto da portare gli organizzatori a ragionare su una diretta streaming per soddisfare il maggior numero di persone – e tanto entusiasmo per una discussione tra “pesi massimi” su un tema di grandissima – e pervasiva attualità. L’avvio di Ia Coscienza 2025, l’iniziativa organizzata a Trento dal neo-costituito Comitato Coscienza per indagare il legame tra sistemi di intelligenza artificiale e coscienza, si avvicina e in attesa della tavola rotonda in programma per il 4 ottobre il Dolomiti ha approfondito i retroscena dell’evento – anticipandone anche alcuni dei punti chiave – con due dei suoi protagonisti: Marco Scartezzini, membro fondatore del Comitato Coscienza e presidente di Liber Group, e Roberto Battiston, professore di Fisica sperimentale, già presidente dell’Agenzia spaziale italiana e tra i relatori.

 

“Parlando dell’organizzazione di Ia Coscienza 2025 – precisa in apertura Scartezzini –, e penso di parlare a nome di tutto il comitato, i due concetti chiave sono comprensione e disponibilità. Si tratta di un’idea nata dal basso, come proposta di un evento di formazione e informazione aperto alla cittadinanza: come comitato ci siamo messi al lavoro e abbiamo trovato la comprensione e la disponibilità delle istituzioni – alle quali abbiamo chiesto un supporto esclusivamente morale e logistico –, dei nostri relatori, dei nostri sponsor.  Abbiamo trovato la comprensione e la disponibilità dei nostri collaboratori: dal mio punto di vista posso parlare in particolare di chi lavora in Liber Group e si è messo in gioco per un progetto che va ben al di là delle nostre attività quotidiane. In questo contesto vorrei citare due nomi in particolare, Martino Lessio e Giuditta Stelzer, due giovani collaboratori di Liber che hanno preso a cuore questa iniziativa e si stanno impegnando per portarla avanti. E questo entusiasmo si vede, si sente, si percepisce anche tra i privati che hanno deciso di collaborare con noi”. 

 

Da Bts, Banca per il Trentino/Sudtirol al Pastificio Felicetti e Ferrari Trento, da Isa ad Abilnova, Fondazione Caritro e Autoindustriale sono tante infatti le realtà che hanno deciso di contribuire a Ia Coscienza 2025 – parliamo in tutto di 22 aziende – e che hanno scommesso su un nuovo fomat che punta a portare un evento annuale di approfondimento verticale’ su questioni intrecciate al tema della coscienza a Trento. Non un nuovo festival insomma, ma un’occasione per discutere di temi importanti – e affascinanti – con grandi esperti. Un’idea nata, come anticipato, dal neo-costituito Comitato Coscienza, fondato oltre che da Marco Scartezzini, dall’avvocato Franco Larentis, dal dottor Pasquale Mazza e da Corrado Tononi, che coordina il gruppo di lavoro e cura la regia dell’evento. 

 

In questa edizione ‘zero’ al Santa Chiara discuteranno sul palco Giulio Tononi (professore di Psichiatria e direttore del Wisconsin Institute for Sleep and Consciousness), Federico Faggin (fisico, inventore, imprenditore e scrittore), Maria Chiara Carrozza (già presidente del Cnr e rettrice della Scuola superiore di Sant’Anna), Marcello Massimini (medico e neuroscienziato, professore di Neurofisiologia all’Università di Milano), Roberto Battiston (professore di Fisica sperimentale all’Università di Trento e già presidente dell’Asi) e Paolo Traverso (direttore della Pianificazione strategica alla Fondazione Bruno Kessler). L’appuntamento è a partire dalla 15, con la moderazione dell’inviata del Sole 24 ore Rosalba Reggio.

 

“In tutto questo vorticoso sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale al quale assistiamo quotidianamente – spiega Roberto Battiston – ci è stato chiesto di affacciarci su un tema che va ben al di là della ‘sola’ Ia. Se guardiamo ai sistemi generativi, ChatGpt ad esempio, osserviamo sicuramente dati interessanti, ma i Large language model non fanno altro che simulare la risposta umana sulla base di un algoritmo alimentato da una potenza di calcolo immensa e dall’accesso a miliardi e miliardi di dati prodotti da esseri umani. In altre parole, abbiamo aperto la cassaforte della nostraconoscenza passata, presente e futura a sistemi che ordinano questi dati e li rimbalzano all’utente nel generare una risposta a una domanda”. 

 

Un processo peraltro, dice Battiston, iniziato già negli scorsi decenni e che ha trovato un primo compimentocommerciale’ in questa fase proprio per la disponibilità di strumenti con potenze di calcolo impressionanti: “Parliamo di Ia nonintelligenti’, ma potenti – continua il professore di UniTn – ai quali a parer mio non si può applicare pienamente la categoria di coscienza. In altre parole è molto improbabile che un ‘calcolatore’ arrivi ad avere coscienza di sé. Diverso è però il discorso se parliamo dell’applicazione di queste Ia a sistemi robotici che ‘apprendono’ nella loro relazione con il mondo esterno. In questo contesto possiamo azzardare un paragone, per esempio, con un bambino che ‘impara’ e si crea appunto un mondo di relazioni. Il sapere di sistemi di questo tipo non sarebbe dunque passivo, derivante esclusivamente dagli input umani rinvenibili sulla rete. Sarebbe una forma di esperienza, che è in definitiva uno dei requisiti della coscienza. Nessuno sa fornire previsioni precise dal punto di vista temporale, ma certamente il tempo gioca a favore dello sviluppo di sistemi del genere”. 

 

Il riferimento immediato non può che essere alla grande raccolta di racconti di fantascienza di Isaac Asimov, “Io, robot” – che ha ispirato anche l’omonimo film del 2004 con protagonista Will Smith. Lo stesso Battiston cita il lavoro del grande scrittore nel valutare i possibili rischi di un’evoluzione simile: “In definitiva le leggi di Asimov stabiliscono la centralità umana e il ruolo di aiuto e sostegno della robotica nel risolvere i problemi della nostra specie. È interessante che quasi 80 anni dopo, i temi presenti nei suoi racconti siano ancora così attuali. Quello che possiamo dire è che oggi non dobbiamo dimenticare che gli input sono forniti ai sistemi da esseri umani. L’etica dell’Ia è l’etica dell’uomo che ha imparato a gestire e programmare quei sistemi”. 

 

Questi temi – insieme a molti altri – saranno al centro della discussione del 4 ottobre all’Auditorium Santa Chiara, al termine della quale si redigerà la “Carta di Trento”, un sintetico documento per presentare alla comunità scientifica internazionale i ragionamenti e le conclusioni raggiunte.

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