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| 24 ago 2025 | 13:36

L’inquinamento luminoso minaccia anche il lago di Garda: "La luce artificiale confonde i pesci durante la riproduzione e altera gli equilibri dell’ecosistema"

Il fenomeno è in continuo aumento. La presenza di luce artificiale, spiega il Wwf Bergamo Brescia, ostacola il riconoscimento dei segnali visivi e chimici dei pesci utili all’accoppiamento e può indurre un fuori-sincrono nella deposizione delle uova, riducendo il successo riproduttivo. Ma oltre a questo uova e avannotti, normalmente protetti dall’oscurità risultano più visibili e quindi più vulnerabili ai predatori

Foto archivio
Foto archivio

BRESCIA. Non solo plastica, non solo sostanze chimiche oppure reti abbandonate che diventano trappole. L’inquinamento luminoso sta diventando, ogni anno che passa, un vero e proprio nemico per i pesci, un pericolo silenzioso per la riproduzione. Anche nel lago di Garda.

 

A lanciare l'allarme è il Wwf Bergamo Brescia che, attraverso un post sui social, ha voluto far conoscere il problema.

 

“Esiste una forma di inquinamento spesso trascurata ma in costante crescita: l’inquinamento luminoso. Non riguarda soltanto il cielo stellato che svanisce nelle grandi città, ma ha effetti profondi anche sugli ecosistemi acquatici e sulla vita dei pesci, specialmente durante la frega, cioè il periodo riproduttivo” spiega il Wwf Bergamo Brescia.

 

Purtroppo a danneggiare i cicli naturali dei pesci è la luce artificiale, ben presente anche in diverse zone del Garda. “I pesci, come molti altri organismi, regolano i propri comportamenti sulla base dell’alternanza naturale di luce e buio. La luce artificiale notturna – spiega l'associazione - proveniente da lampioni, ponti, porti turistici o impianti industriali, può alterare questi ritmi biologici. L’effetto più immediato è la confusione dei cicli circadiani, con conseguenze sul metabolismo, sull’alimentazione e soprattutto sulla riproduzione”.

 

La frega è un momento delicatissimo, in cui i pesci devono trovare un partner, deporre le uova e proteggerle fino alla schiusa. “La presenza di luce artificiale ostacola il riconoscimento dei segnali visivi e chimici utili all’accoppiamento e può indurre un fuori-sincrono nella deposizione delle uova, riducendo il successo riproduttivo. Oltre a questo, disorienta i maschi che, in molte specie, sorvegliano il nido e difendono le uova dai predatori” viene spiegato.

 

Senza contare che le aree illuminate artificialmente diventano habitat meno sicuri. “Uova e avannotti, normalmente protetti dall’oscurità – continua il Wwf - risultano più visibili e quindi più vulnerabili ai predatori. Anche gli insetti acquatici e il plancton, base della catena alimentare, modificano i propri comportamenti sotto luce costante, creando squilibri che si ripercuotono su tutto l’ecosistema”.

 

Gli effetti dell'inquinamento luminoso, quindi, possono essere davvero tremendi per quanto riguarda la vita dei pesci. "Limitare le luci artificiali in prossimità di fiumi, laghi e coste, adottare sistemi di illuminazione schermata e ridurre l’intensità notturna sono azioni semplici ma cruciali per garantire ai pesci ambienti più naturali in cui riprodursi" conclude l'associazione.

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