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Trento
21 giugno | 09:09

Morti per overdose, l'Associazione Famiglie Tossicodipendenti: "Serve la volontà di arginare il problema della droga. Basta parole, è il momento dei fatti"

Negli anni, l'associazione è diventata sempre più un punto di riferimento per molte famiglie che affrontano il problema della droga. Oggi, purtroppo, sono molti i ragazzi che arrivano con danni causati da sostanze stupefacenti, danni difficilissimi da curare. “Purtroppo, solo quando la morte per droga è eclatante e non puoi tacere, allora viene fuori sui giornali. Per noi è un dolore fortissimo”, afferma a il Dolomiti la direttrice Meina

Morti per overdose, l'Associazione Famiglie Tossicodipendenti: Serve la volontà di arginare il problema della droga

TRENTO. “Io mi auguro che si smetta con le parole e si passi ai fatti concreti. Serve realmente la volontà di arginare il problema della droga, che a Trento esiste e continua a fare morti”. Le parole sono quelle che arrivano da Paola Meina, direttrice dell'Associazione Famiglie Tossicodipendenti, dopo la morte di Nicola Gasperi, 36 anni, trovato senza vita da un passante in via Pontara. Le prime verifiche fatte sul posto farebbero pensare a una morte per overdose.

 

Una morte che riapre con forza il dibattito su un’emergenza che continua a colpire in silenzio, lasciando dietro di sé dolore e domande inevase.

 

Nicola era stato seguito da AFT e la notizia della sua morte ha sconvolto i tantissimi ragazzi che, nell'associazione di via Verroca a Piedicastello, hanno trovato davvero un punto di aiuto fondamentale per uscire da questo mondo della droga. “Un'altra sofferenza”, “È sempre una sconfitta” e ancora “Un dolore straziante”, e tanti altri messaggi di dolore che si sono riversati nelle chat e sui social.

 

Nicola era uno dei “nostri ragazzi”, ricordano all’AFT. “Veniva da noi, aveva lasciato qui le sue cose, le sue borse. Ora abbiamo solo il suo nome da ricamare sul nostro lenzuolo”.

 

L'Associazione Famiglie Tossicodipendenti è un pilastro davvero importante per il nostro territorio. Fondata nel 1981, ha come obiettivo l'accoglienza, la cura e il sostegno delle persone affette da patologie tossicomaniche e, più in generale, da problemi di dipendenza.

 

Ma non solo. Negli anni, l'associazione è diventata sempre più un punto di riferimento per molte famiglie che affrontano il problema della droga. Oggi, purtroppo, sono molti i ragazzi che arrivano con danni causati da sostanze stupefacenti, danni difficilissimi da curare. “Purtroppo, solo quando la morte per droga è eclatante e non puoi tacere, allora viene fuori sui giornali. Per noi è un dolore fortissimo”, afferma a il Dolomiti la direttrice Meina, che chiede più risorse per combattere questa piaga.

 

Noi non vediamo l'ora che la Sanità e tutte le istituzioni decidano di potenziare il nostro lavoro – spiega – perché abbiamo bisogno di risorse. Queste cose drammatiche accadrebbero molto di meno. Io mi auguro che si smetta con le parole e si arrivi invece a prendere decisioni concrete. Serve, prima di tutto, la volontà di farlo”.

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