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Bolzano
28 aprile | 20:21

"Non siamo stati prudenti, ma eravamo nel pieno di un'emergenza mondiale": la difesa di Oberalp (che ora vuole 30 milioni) sul caso delle mascherine cinesi

Il presidente Oberrauch e l'amministratore delegato Engl: "L'azienda ha svolto esclusivamente il ruolo di intermediario e di anticipatore dei fondi per l'Azienda sanitaria, ovvero per la mano pubblica, nell'ambito dell'operazione di aiuto". Il gruppo, che in conferenza stampa ha reso pubblico lo scambio di messaggi e mail in merito alla mega acquisizione, ora chiede dall'Azienda sanitaria altoatesina 30 milioni di euro

BOLZANO. A cinque anni dall'inizio della pandemia il gruppo Oberalp interviene sul cosiddetto "scandalo delle mascherine cinesi", scoppiato dopo l'arrivo dalla Cina di due partite di dispositivi di protezione individuale, poi dichiarate inutilizzabili dall'Inail, e tutt'oggi oggetto di un'inchiesta. 

 

"Siamo stati prudenti? No. Ma eravamo nel pieno di una crisi mondiale - spiegano il presidente e il ceo del gruppo altoatesino, Heiner Oberrauch e Christoph Engl - abbiamo ordinato le mascherine dalla Cina e le abbiamo fatte arrivare a Bolzano. L'azienda ha svolto esclusivamente il ruolo di intermediario e di anticipatore dei fondi per l'Azienda sanitaria, ovvero per la mano pubblica, nell'ambito dell'operazione di aiuto".

Dopo cinque anni, tuttavia, Oberalp ritiene di essere "legittimata a correggere le informazioni errate diffuse nell'opinione pubblica e a contribuire alla ricostruzione veritiera dei fatti relativi all'operazione".

 

Il gruppo, che in conferenza stampa ha reso pubblico lo scambio di messaggi e mail in merito alla mega acquisizione, ora chiede dall'Azienda sanitaria altoatesina 30 milioni di euro. "Come possa restituirceli non è compito nostro stabilirlo. Il fatto è che, se esiste giustizia, la mano pubblica, insieme alla politica e con la collaborazione della Corte dei Conti, deve trovare una soluzione. Anche con il sostegno del Presidente della Provincia, che comunque ci aveva dato la sua parola", è stato detto.

 

"Il materiale - hanno proseguito i vertici di Oberalp - è arrivato entro dieci giorni dall'ordine; al momento della trattativa per l'intermediazione, il materiale era sicuramente già stato prodotto ed era già in uso in Cina. Il contatto che abbiamo trasmesso all'Azienda sanitaria aveva trovato materiali protettivi diversi presso sette produttori differenti. Non c'era altra scelta, la qualità del materiale era diversa". "L'Oberalp ha solo anticipato il denaro. Siamo fornitori di attrezzature da montagna, non abbiamo competenze in materia di dispositivi di protezione" Oberrauch e Engl hanno infine ribadito che "si è trattato di una situazione eccezionale, di uno stato di emergenza. Le leggi non sono concepite per gestire situazioni di emergenza, nemmeno oggi".

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