Nord Stream, la corte d'appello rinvia la decisione sull'estradizione dell'ucraino accusato del sabotaggio e difeso dall'avvocato trentino Canestrini
L'udienza era già stata rinviata una volta in seguito alle istanze avanzate dal difensore di Serhii Kuznietsov, l'avvocato trentino Nicola Canestrini: "La Procura generale ha chiesto il rigetto dell'eccezione sull'immunità funzionale dicendo che la questione non può essere considerata perché non risulta ufficialmente la prova del fatto che si trattasse di una operazione militare: ecco perché avevo chiesto alla Corte italiana di acquisire queste informazioni dal fascicolo dell'autorità giudiziaria tedesca"

BOLOGNA. Bisognerà attendere ancora qualche giorno: la corte d'appello di Bologna si è riservata la decisione sulla consegna alla Germania di Serhii Kuznietsov, il 49enne ex militare dell'esercito ucraino arrestato lo scorso 21 agosto, mentre si trovava in vacanza nei dintorni di Rimini, con l'accusa di aver sabotato il gasdotto Nord Stream nel settembre 2022.
L'udienza era già stata rinviata lo scorso 3 settembre, in seguito alle istanze avanzate dal difensore di Kuznietsov, l'avvocato roveretano Nicola Canestrini.
"La Procura generale ha chiesto il rigetto dell'eccezione sull'immunità funzionale - ha dichiarato alle agenzie di stampa Canestrini al termine dell'udienza - dicendo che la questione non può essere considerata perché non risulta ufficialmente la prova del fatto che si trattasse di una operazione militare, ecco perché avevo chiesto alla Corte italiana di acquisire queste informazioni dal fascicolo dell'autorità giudiziaria tedesca".
Per il legale, "la questione centrale è se questo è un soldato che ha eseguito ordini legittimi, in ipotesi accusatoria, perché lui contesta comunque la sua presenza" sul luogo dell'attentato, "o se invece questa immunità funzionale non possa essere invocata. Noi abbiamo documentato, tramite inchieste giornalistiche investigative del Washington Post e Der Spiegel, che fanno interviste a personaggi coinvolti nella Nato attualmente, tra cui capi di Stato di nazioni europee, che parlano di operazione militare ucraina. Se così fosse - conclude Canestrini - dobbiamo saperlo, perché è un'immunità che a mio avviso si applica anche nel procedimento di consegna di mandato di arresto europeo".














