Scomparsa coregoni nel Garda? "Torneranno nel 2025", la rassicurazione dell'assessore: "Possibilità di nuove immissioni, speranza che credo diverrà realtà"
Dai 56 mila chili di coregoni pescati nel 2020 si è passati ai 12 mila del 2024. L'assessore regionale Alessandro Beduschi: "Nel 2025 ritornerà nelle nostre acque la possibilità di rimettere, e quindi di riavere, quel magico pesce che è il coregone lavarello"

BRESCIA. Negli ultimi anni nel lago di Garda si è registrato un calo vertiginoso (QUI ARTICOLO) delle specie ittiche pregiate, tra tutti il Coregone, ma il 2025 potrebbe portare buone notizie.
È questa la convinzione dell'assessore regionale della Lombardia all'Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi che, in un messaggio di auguri rivolto ai pescatori tramite il portale "Brescia che pesca", ha aperto la porta a nuove immissioni nel lago del pregiato e ormai "raro" pesce.
Dopo aver annunciato l'apertura di un bando da 900 mila euro rivolto ai pescatori professionisti, nell'ottica di un maggior investimento in ricerca, innovazione e ittiturismo, l'assessore regionale ha affrontato proprio il tema della riduzione del coregone.
"Chiudo con una speranza che è anche un auspicio, ma credo che diventerà una realtà: nel 2025 – ha specificato Beduschi – ritornerà finalmente nelle nostre acque la possibilità di rimettere e quindi di riavere quel magico pesce che è il coregone lavarello. Questa è una speranza ma anche una concretezza che Regione Lombardia, assieme al nostro assessorato, concretizzerà nei prossimi mesi e sicuramente nel 2025".
A lanciare l'allarme per la riduzione esponenziale della specie ittica, nei mesi scorsi, erano stati proprio i pescatori professionisti, tra cui il trentino Alberto Rania (QUI ARTICOLO), che aveva sottolineato come la normativa europea che dal 2022 impone di immettere nelle acque dolci solo specie ittiche "autoctone", e che esclude appunto il coregone, potesse rivelarsi "un rischio".
"Questo perché – aveva specificato Rania – se la frega naturale non dovesse andare a buon fine, il pericolo è che si vengano a creare vuoti riproduttivi come probabilmente sta avvenendo".
A tracciare un ritratto più preciso della situazione - a fine 2024 e basandosi sui dati del pescato forniti dai grossisti negli ultimi quattro anni - era stato anche il vicepresidente della Comunità del Garda, nonché vicesindaco di Peschiera, Filippo Gavazzoni.
"Nel 2020 la quota annuale di coregoni prelevata a livello professionale, calcolata su circa l'80 per cento del pescato, era di 56 tonnellate – aveva specificato Gavazzoni – mentre nel 2024 si parla solamente di 12, con un calo progressivo annuo di circa il 20 per cento sulla quota precedente".
E il dato "allarmate", dall'analisi di Gavazzoni, riguardava una progressione del calo "mai riscontrata prima": dai 56 mila chili del 2020 si è passati ai 45 mila del 2021, e dai 31 mila del 2022 fino ai 23 mila del 2023, per finire con i 12 mila dello scorso anno.
Insomma, tra numeri certi e auspici per il futuro, non resta che attendere per capire se il pregiato Coregone potrà effettivamente tornare, con numeri "rassicuranti", a popolare le acque del Lago di Garda.














