''Sono mesi che con i ragazzi del Serd, del Ceis La Vela, e dell'Alcologia di Auronzo, ci siamo impegnati. Oggi parte dell'opera è stata rubata. Amarezza e tristezza''
Durante la Mostra dell'Artigianato e Tradizione Città di Feltre è avvenuto un furto tanto stupido quanto antipatico: è stata rubata una testa di legno che fa parte di un'opera di Gianfranco de Nato realizzata per il dipartimento dipendenze dell'Ulss1. Cinzia Bonan: ''Perché questo gesto? Voglio pensare che sia stato un gesto di disagio. MI auguro che chi lo ha preso magari in un momento di non lucidità lo possa riportare''

FELTRE. L'appuntamento per tutti era a Feltre per la Mostra dell'Artigianato Artistico e Tradizionale Città di Feltre per una quattro giorni da passare tra gli androni dei palazzi, le strade e le antiche case del borgo per ammirare lavori e installazioni di oltre 130 artigiani e artisti oltre che partecipare a svariati laboratori, spettacoli e visite guidate. Un evento atteso e molto apprezzato che però, quest'anno, è stato macchiato da un gesto davvero stupido e sbagliato. Qualcuno è riuscito nell'impresa di rubare un pezzo di un'opera d'arte realizzata dall'artista Gianfranco de Nato per il dipartimento dipendenze dell'Ulss1 che era esposta a Monte di Pietà.
''Stasera il mio cuore si porta dentro una amarezza - spiega Cinzia Bonan già segretaria generale della Cisl Belluno Treviso, sulla sua pagina Facebook -. Sono mesi che con i ragazzi del Serd, del Ceis La Vela, e dell'Alcologia di Auronzo, ci siamo impegnati in laboratori artistici, perché crediamo nell'importanza della creatività, in un linguaggio diverso per tentare una salvezza. Ecco, abbiamo messo in mostra le nostre opere, assieme a quelle di altri artisti che collaborano con noi da tempo, mettendo a disposizione il loro tempo, gratuitamente e con passione. Ebbene, stasera è stata rubata parte dell'opera realizzata da Gianfranco de Nato, che è stata offerta alla Ulss1 Dolomiti. Rappresenta il cambiamento, la speranza, in un mondo che corre troppo in fretta e non entra nella profondità dell'anima. Rappresenta la voglia di uscire dal tunnel per andare verso la Luce''.
''Perché questo gesto? Voglio pensare che sia stato un gesto di disagio - continua Bonan che sabato sera ha chiuso la porta dello Stand 36 a Monte di Pietà con l'amaro in bocca - e che domani quando tornerò ad aprire lo Stand 36, chi lo ha preso, forse in un momento di non lucidità, lo possa riportare. Sarebbe davvero un bel gesto. Se non dovesse accadere, nessun giudizio, solo un po' di tristezza e tanta comprensione per chi si è sentito così solo...Grazie di cuore per l'attenzione''.












